venerdì 31 luglio 2009

Da Melide a Arzua

11^ Tappa: 15 Km
Partenza alle ore 8,15 dopo una abbondante e buona colazione a base di churros y chocolate, anche Oliviero si aggrega a noi e su nostro consiglio prende los churros.


Attraversiamo Melide ed entriamo nel tipico paesaggio gallego fatto di boschi, piccoli paesini, pascoli. Troviamo una piccola piantagione di lamponi (frambuesas), i padroni hanno messo i lamponi in cestine sopra un tavolo così che i pellegrini possono prenderli e mettere i soldi in una cassettina, molto buoni!


Ripercorrere il Cammino Francese ci fa capire come sia ben diverso dal Primitivo, eravamo abituati ad essere soli ma qui all'improvviso c'è un flusso continuo di persone, non come una processione ma quasi. Ci ritroviamo ad essere fra i pochi che girano con uno zaino adeguato perché tutti gli altri hanno zainetti mini. Il percorso è più facile, i sentieri sono ben battuti non ci sono sassi e le salite sono un poco più dolci. In questa mattinata la caviglia si sente meno, la camminata non è sciolta ma si va bene.


A Ribaiso ritroviamo Oliviero e i suoi amici, salutiamo e preferiamo proseguire per Arzua visto che il piede va bene. Dopo una importante salita arriviamo ad Arzua (alle 12,10) e alla pensione che già prenotammo lo scorso anno. Approfittiamo del fatto di essere arrivati presto per fare un bucato con lavadora e secadora, i vestiti ne avevano bisogno. Pranzo con caldo gallego, costesine asados con cachelos e sardine giganti. Pomeriggio di riposo. E' stata la tappa più breve per recuperare le energie dai 31 km del giorno precedente.

giovedì 30 luglio 2009

Da S. Roman de Retorta a Melide

10^ Tappa: 31 Km
Colazione alle 7. Il padrone dell'hostal ci deve riportare nel cammino in auto, ci carica in 6 per risparmiare un viaggio, siamo stretti tra 2 americane, belle ma pienotte. Ripartiamo da S. Roman percorrendo il paesaggio gallego che non ci stanca mai. Seguiamo una calzada romana che dopo 10 km ci porta ad un piccolo ponte romano che dà il nome alla località. Vediamo anche un cippo di epoca romana ai bordi della strada.


Qui scopriamo i consigli sbagliati che ci aveva dato il padrone della pensione: ci aveva detto che per raggiungere Palas del Rey da qui ci volevano 7 km invece i km sono almeno il doppio, Palas del Rey sembrava la meta più vicina per non forzare la caviglia di Piera. A questo punto ci sembrava sprecato non arrivare a Melide per pochi km di differenza, solo che come al solito anche le guide sono bugiarde in fatto di km, forse i km fatti erano 30 ma sembravano 35!


Dopo Puente Romano prendiamo serie di strade e sentieri che attraversano paesini molto piccoli senza servizi ma pieni di cani e di mucche.


Si sale lentamente ma continuamente, in questo tratto non incontriamo nessun pellegrino, Piera cammina molto piano. Dobbiamo superare un monte per poi calare nella lunghissima piana che porta a Melide.


Arriviamo al passo nelle ore più calde della giornata affaticati, stanchi e con poca acqua. Là in un paesino quasi abbandonato ci viene incontro Mapi (Maria Pilar) che ci offre ospitalità. Entriamo in una piccola casa antica fatta di sasso. La ragazza ci racconta che ha deciso, insieme al suo ragazzo, di vivere a contatto con la natura e di accogliere quei pochi pellegrini che passano di là, coltiva un orto, ha 8 cani lupo e lavora facendo piccoli oggetti di cuoio che vende nei mercatini.


Ci offre un te e mentre aspettiamo arriva Annamaria, pellegrina Bretone che si aggrega a noi. All'interno della casa non c'è il massimo dell'igiene, ma si vive ugualmente un'atmosfera particolare di benessere. Prima di riprendere il Cammino un piccolo topolino di campagna entra nello zaino di Leo, in un contesto del genere l'episodio assume aspetti divertenti, Mapi ci vuole abbracciare tutti e ci augura buona fortuna e buon cammino.

(Alla ricerca del topolino...)

Dopo poco dall'alto del passo vediamo Melide, sembra vicina ma dista 12 km. Camminiamo alcuni km con Annamaria, ma noi avendo il passo più lento la lasciamo andare avanti e ci lascia alla nostra sorte. I km non passano mai e Melide non si avvicina, facciamo un sacco di pause, i piedi ricominciano a fare male. Ogni fontana ci dà un po' di sollievo, Leo trova un bar. E' chiuso, siamo costretti a continuare. Verso la fine della tappa ritroviamo le ragazze americane che ci superano ma si vede che anche loro sono stanche.
A Melide arriviamo attorno alle 18 e in una piazza vediamo in un colpo solo più pellegrini di quanti visti nei giorni precedenti. Abbiamo incrociato il Cammino Francese, mancano 53 km a Santiago e da oggi in poi cammineremo insieme a molte persone. Una volta sistemati andiamo nella famosa pulperia di Ezequiel, ma qui giunti sorpresona! Leo vede seduto ad un tavolo Oliviero un istruttore di scacchi di Torino conosciuto l'autunno scorso a Vienna ad un torneo govanile di scacchi.


Oliviero e i suoi amici stanno facendo il Cammino Francese per la 2^ volta, sono i primi italiani che incontriamo. Ci mangiamo un pulpo eccezionale e Leo si scola una bottiglia di bianco con Oliviero e compagnia.

mercoledì 29 luglio 2009

Da Lugo a S. Roman de Retorta

9^ Tappa: Km 20.
Si riparte, dopo 3 giorni di riposo riprendiamo il Cammino!
Usciamo dalla pensione alle 6,35 e come al solito fa freddo, il cielo è nuvoloso e c'è umidità. Lasciamo Lugo scendendo verso il fiume Mino e lo costeggiamo per un lungo tratto.


Sulle sue sponde vediamo un bel club fluviale con palestre, piscine, bar, posti dove prendere il sole e posti dove poter uscire in acqua con canoe o barche. Si sale dapprima repentinamente, poi in maniera più dolce, tanto che ormai non abbiamo più il fiatone. Superiamo il primo colle dopo 10 Km e la strada è quasi sempre asfaltata ma con pochissimo traffico. La caviglia di Piera si fa sentire ma si può continuare anche se lentamente.


Nella seconda parte del percorso alterniamo la strada a lunghi tratti di sentieri che attraversano dei bei boschi tipicamente Gallieghi. Il paesaggio intorno è bucolico: tutto è verde e silenzioso, si sente il vento che muove le fronde degli alberi, si sentono gli uccellini, un gallo che canta, cani abbaiare, i campanacci di qualche pecora o mucca, il campanile di una chiesa che suona e raramente rumori di attività umane. I pellegrini sono rari, i pochi che si incontrano sono tutte facce nuove. In cielo si alternano momenti di sereno a momenti di nubi passeggere, ma fa sempre freddo.










Arriviamo alla meta, a S. Roman de Retorta, alle 12, la caviglia un po' in disordine ha bisogno di riposo. Qui al bar di S. Romano scopriamo che per gli abitanti di questi posti, il tempo non esiste. Per avere un panino attesa di un'ora, per essere trasportati nell'alloggio che abbiamo scelto attesa di oltre due ore. Dopo il riposo pomeridiano scendiamo a cena, altra attesa interminabile tanto che ce ne andiamo, ma nei dintorni non ci sono altri locali. Quando decidiamo di comprarci un poco di generi alimentari e di mangiare in camera incontriamo la cameriera che ci dice che ha preparato tutto, noi concordiamo che se la cosa è "muy rapida" va bene altrimenti ce ne andiamo. La cena è stata buona e giusta nei tempi.
Conosciamo dei nuovi pellegrini: una signora francese che ha già fatto 4/5 cammini e una coppia spagnola che ne ha già fatti 7/8 e quest'anno viaggiano con il figlio di 8 anni, orgoglioso di fare il cammino. Sono tutti insegnanti come noi e tanti problemi li scopriamo comuni.
Il posto dove alloggiamo oggi non è molto bello, è un posto di ripiego perchè l'albergue successivo era tutto pieno, più che altro è sopra una gasolinera, la guida ne parlava nascondendo di quale posto realmente si trattava. E' un grande edificio nuovo o rinnovato dove ci sono stanze, un negozio, un bar, un ristorante, un lavaggio di auto e camion, un parcheggio e un distributore di benzina il tutto gestito da una famiglia anche se un poco allargata. Immaginate i tempi di attesa per fare qualsiasi cosa.
Domani mattina probabilmente scegliremo un percorso alternativo al primitivo originale e ci immetteremo nel Cammino francese un poco prima, a Palas del Rey in questo modo faremo delle tappe un poco più corte per agevolare la caviglia di Piera. Forse domani pioverà.
Cari Saluti a tutti.

NB: casa?!?!

lunedì 27 luglio 2009

Lugo

In questi due giorni Piera deve far riposare la caviglia e allo stesso tempo dobbiamo visitare la città. Fortunatamente tutto quello che c'è da vedere è dentro il perimetro della imponente e massiccia Muraglia costruita dai romani.










La Muraglia è patrimonio dell'UNESCO, i suoi bastioni in terra battuta sono percorribili a piedi e cingono il centro della città per 2 Km, dall'alto si vede tutto il centro storico e ci sono 10 porte per entrare. E' la delizia dei marciatori e dei runners. Vale la pena visitare la Cattedrale, il museo provinciale, la chiesa di S. Pedro, alcuni palazzi amministrativi e le belle piazzette piene di verde, di bambini e di bar questi ultimi animati da un continuo via vai di camerieri che portano vassoi pieni di pinchos, qui si mangia sempre.


Le stradine e i viali si risvegliano nella tarda mattinata, ci sono molti negozi alcuni belli e convenienti, ma non possiamo comprare niente perché non possiamo portare pesi in più. La sera, come la mattina, fa freddo vorremmo fare due passi ma non vediamo l'ora di ritornare in stanza al calduccio. Decidiamo di riprendere il nostro cammino mercoledì, vedremo come andrà perché la caviglia sta meglio ma non è guarita del tutto.
UN ABRAZO!

domenica 26 luglio 2009

Da Cadavo Baleiro a Lugo

(9^ Tappa), Km 0 (km30).
Al risveglio Piera ha ancora dolore alla caviglia decidiamo così di fare questa tappa in autobus per arrivare a Lugo città di 100.000 abitanti dove ci sono tutti i servizi. Alla fermata dell'autobus una sorpresa, quattro nostri amici, malconci anche loro (dolori alle ginocchia, vesciche...), attendono l'autobus.


Arrivati a Lugo vediamo l'enorme muraglia romana che cinge il bellissimo centro storico, è una città tranquilla, pulita, curata e con molto verde, mangiamo los churros nella piazza Mayor e alloggiamo in una piccola pensione. La caviglia si è leggermente gonfiata e decidiamo di andare al centro clinico per una visita, il medico consiglia riposo per un paio di giorni e antinfiammatori. Ritroviamo gli amici di questo cammino in un locale per pranzare insieme, ci hanno detto che la tappa, non presentava grossi dislivelli, ma è stata egualmente molto dura per le continue deviazioni e il caldo degli ultimi chilometri.
A pranzo c'è clima di festa, festeggiamo le 2 Ana (oggi onomastico), ma c'è anche un velo di tristezza perché il gruppo di una ventina di persone oggi si sfalda: 4 messicani tornano a casa, altri si fermano a Lugo per recuperare energie e quelli che continuano imboccheranno 2 percorsi diversi. Noi riprenderemo il cammino quando la caviglia migliorerà un pochino.
A sera messa nella bella Cattedrale, ritroviamo i 2 ragazzi del Belgio che si fermeranno anche loro qualche giorno qui a Lugo.


Alle 9,30 (per chiusura albergue) saluti e abbracci agli amici pellegrini e la promessa di ritrovarci il prossimo anno per il cammino portoghese. Come diceva il parroco di Fonsagrada "el Camino es una droga", forse è vero.

P.S. Stiamo scrivendo da un elegante bar dove abbiamo fatto una abbondante colazione, ma qui passano continuamente con vassoi e chiedono se vogliamo pinchar gratis dei piccoli panini, tartine, tramezzini... buonissimi!!!!

ULTREYA!

sabato 25 luglio 2009

Da Fonsagrada a Cadavo Bailero

25 LUGLIO 2009, FESTA DI SANTIAGO.


8^ Tappa: Km26.
Ci svegliamo alle 5,15 e partiamo alle 6,00 ancora al buio. Fa molto freddo 10 gradi. Dopo pochi km ci accorgiamo che il problema di Piera non è il ginocchio destro ma la caviglia sinistra. I sentieri bagnati ci inzuppano le scarpe e questo non ci aiuta. Un nebbione dei nostri ci accompagna per tutta la mattina; anche se camminiamo in salita abbiamo freddo e ci mettiamo perfino i guanti. I sentieri attraversano boschi da favola, gli alberi hanno rami molto lunghi e diramati, sono ricoperti quasi totalmente da licheni barbicosi grigio/verde e questi gli conferiscono un aspetto vecchio, in più c'è la nebbia. Tutto questo crea un alone di antica magia, sembra di essere in un bosco abitato da streghe.


I licheni barbicosi sono indice di un ambiente pulito e integro, se c'è inquinamento sono i primi a scomparire. Solo al passo Alto di Montouto (m 1030) emergiamo dalla nebbia. Vediamo le cime dei monti Asturiani e Galiziani: un vero spettacolo.


Troviamo Erick un giovane pellegrino che ha dormito all'aperto sul passo! E' di Mallorca e ci racconta che partito da Merida ha fatto la via de la Plata fino a Santiago e adesso di ritorno fa al contrario il cammino del Nord fino a Irun dopo di che tutta la Francia del sud evitando i Pirenei e ritorna a Mallorca passando per Barcellona.




Al passo ci sono anche le rovine di un importante monastero che accoglieva i pellegrini nel medioevo, abbiamo visto anche dei dolmen.



Cominciamo la discesa e ci reimmergiamo nella nebbia. A Piera la caviglia peggiora, deve camminare lentamente. Il freddo non ci dà tregua fino alle 11,30 poi la nebbia si dirada. Troviamo rifugio in un bar dove ci riposiamo lungamente. Poi lentamente cominciamo l'ultima salita della giornata, quando arriva la discesa non siamo sollevati perché in realtà è un continuo saliscendi.


Arriviamo alle14,30 stanchissimi ma per fortuna riusciamo a prendere gli ultimi posti liberi dell'albergue dove ritroviamo tutti i nostri amici di questo cammino. Alla sera festeggiamo con loro Santiago santo patrono di Spagna, con formaggio, salame, vino e torta Santiago.


Infine un piccolo spettacolo a tratti commovente: ogni gruppo della stessa nazione doveva cantare una canzone, noi a grande richiesta abbiam cantato l'inno d'Italia, ma molto bravi ed emozionanti sono stati una signora tedesca, un ragazzo coreano Francisco e un cinese di Taiwan.


venerdì 24 luglio 2009

Da Grandas de Salime a Fonsagrada

7^ Tappa: Km 25.
Partenza alle 6,40, si prevede una tappa lunga ma un poco più facile. La temperatura è fresca, camminiamo velocemente per riscaldarci, saliamo costantemente ma senza forti strappi un po' sul sentiero e un po' sulla carretera. Ci sono continui desvios per costruzine di strade e ci domandiamo perché qui senza auto che girano costruiscono strade, mentre da noi che le auto sono una sopra all'altra non le fanno. Altra cosa che in questi giorni abbiamo notato è la totale mancanza di motorini.










I sentieri sono molto buoni da percorrere, poche pietre, ogni tanto boschetti e finalmente piccole chiesette di stile rurale o montano e come al solito anche la chiesa della Magdalena con annesso cementerio e fuente de dos canos (due canne di acqua perché ogni canna una sorgente diversa). Si sale sempre, i panorami sono meravigliosi, raggiungiamo le pale eoliche, c'è molto vento e fa sempre più freddo.


Al passo (1100m) troviamo il confine che separa le Asturie dalla Galizia, la cosa singolare è che in Galizia la conchiglia che indica il percorso è messa al contrario.












In queste prime 4 ore di cammino non abbiamo trovato nessuno, ma al primo bar ce li ritroviamo tutti. Si parla della giornata fredda ma buona per camminare e di quanto manca alla meta 9, 12, 15 km? Le guide sono molto discordanti.


Dopo il passo continuiamo per qualche km in un altopiano, c'è molto vento ci copriamo anche con guanti e sciarpa. A tratti pioviggina ma non dà fastidio, nei boschetti vediamo corvi, poiane, ghiandaie, topini (uccelli), e varie specie di passeriformi. Il finale di tappa ci presenta il conto una forte empinada (impennata) causa fastidio al ginocchio di Piera speriamo sia solo affaticamento.


Arriviamo a Fonsagrada (943m) alle 14,10 scegliamo ancora una volta una pensione perché l'albergue è 2 km più avanti. Dopo il riposo Leo va dal peluquero por afeitarse la barba lunga e Piera in farmacia per una ginocchiera. Il vecchio parroco del pueblo, esperto di Cammini (li ha fatti tutti) ci fa un sello particolare con dedica e ci dà suggerimenti sul percorso migliore da seguire. Buona Cena in pulperia.
Asta manana!

giovedì 23 luglio 2009

Da Berducedo a Grandas de Salime

6^ Tappa: Km 20
Sveglia alle 6,00, ma già alcuni pellegrini sono pronti per uscire, restiamo ancora un poco a letto, tanto la giornata sarà fresca. Appena ci alziamo guardiamo il tempo fuori dalla finestra: c'è una tormenta, pioggia e vento forte. Si discute, uno vorrebbe partire lo stesso, l'altra no, intanto ci prepariamo e andiamo al vicino bar a fare la colazione con calma. Il tempo passa arriviamo al compromesso di fare la tappa sulla strada invece che sul sentiero così che ci sentiamo più sicuri per le scarpe e il fango che potremmo trovare. Aspettando e chidendo informazioni il tempo passa e passa fortunatamente anche la pioggia. Scendiamo per la carretera insieme ad un gruppo di giovani che come noi hanno scelto la strada. Fa freddo ma non piove, è una lunghissima discesa agevole da camminare, teniamo una buona andatura, oltre il ciglio della strada panorami stupendi, il traffico è ridottissimo.










Arriviamo nel fondovalle dove c'è un embalse: bacino idrico artificiale, spettaccolare e bello anche se per farlo hanno sommerso 12 piccoli borghi.













Come capita sovente il bar è chiuso, una pausita ai piedi del lago e poi ricomincia una ripida salita per arrivare alla meta: Grandas. A tratti riprende a piovere ma mai con intensità, sovente facciamo piccole pause e arriviamo a Grandas alle 13,00. L'albergue come al solito è piccolo, andiamo in una pensione consigliata dalla guida solo che ora è diventata hotel, costa un po' di più, ma va bene.


A sera visitiamo un po' il paese: bella Collegiata, il museo purtroppo chiude presto, un po' di mail e poi ci incontriamo con gli altri pellegrini anche loro alloggiati a Grandas.
Buenas Tarde! ULTREYA!

mercoledì 22 luglio 2009

Da Pola de Allande a Berducedo

5^ Tappa, Km 16.
E' la giornata dell'incertezza, la meta di questa tappa non ha hotel o pensioni private, c'è un solo albergue del pellegrino con pochi posti disponibili e sappiamo che sarà preso d'assalto dai gruppi di scouts. E' un serio problema, decidiamo che se non troveremo alloggio salteremo una tappa andando in autobus al paese successivo che si trova 20 Km più avanti. Oggi dobbiamo valicare el Puerto de Palo, la cima Coppi di questo cammino, una tappa molto dura, quindi importante partire molto presto ma il padrone ci imprigiona all'hostal e solo alle 7,30 possiamo uscire.


Il cammino prosegue per un sentiero parallelo alla strada asfaltata, noi scegliamo di seguire quest'ultima per 3 Km per poi ricongiungerci al sentiero, ma non riusciamo a trovarlo così gran parte della salita la facciamo sulla carretera. Quando ritroviamo il sentiero comincia a piovere di brutto, ci attrezziamo con le mantelline e arriviamo a Puerto de Palo (1146 m) tra pioggia, nuvoloni bassi e grandi folate di vento. Sembra di essere dentro ad una immagine biblica. All'improvviso davanti a noi, un gruppo di cavalli allo stato brado attraversa il passo al gran galoppo: bellissimo! Piove e fa freddo, cominciamo la discesa sul sentiero pioggia e vento non ci danno tregua per 3 ore.


A Berducedo, incredibilmente ci sono ancora 2 letti liberi nell'albergue, è una grande fortuna! Una doccia calda ci conforta e riposiamo. Conosciamo un poco di pellegrini e parliamo spagnolo. Ultima sfortuna non ci sono ristoranti aperti alla sera, solo panini. Prevedono ancora pioggia per domani, anzi Allerta pioggie nelle Asturie: non sappiamo cosa faremo domani. Vedremo.
¡Hasta Pronto!

Ritorno a Santiago

Dal sito www.cavallimarini.it
Ritorno a Santiago
Pierangela e Leonildo sono ritornati di nuovo nel cammino verso Santiago, questa volta partendo da Oviedo. Per chi volesse salutarli questo è il loro blog: pierayleoincammino.blogspot.com
Link diretto alla notizia.

martedì 21 luglio 2009

Da Tineo a Pola de Allande

4^ Tappa, Km 26.
Ci prepariamo nel giardino dell'albergue ancora al buio, dentro è tutto un brulichio di persone, lucette, scricchiolii di sacchetti per la preparazione degli zaini. Colazione a base di frutta con caffè al primo bar. Cominciamo il cammino, dobbiamo fare subito un passo. Finalmente camminiamo insieme a qualche pellegrino. Al passo bellissima vista dei monti, dei prati, dei piccoli paesi, sulle creste filari di mulini eolici.


L'ambiente è molto simile alle nostre montagne solo che questo è rimasto genuino, rurale, senza turismo e traffico quasi nullo. Sembra il Veneto di 50 anni fa. In discesa entriamo in un fitto bosco dentro il quale visitiamo il monastero Benedettino di Obona.










Continuiamo per piccoli villaggi prevalentemente pastorizi, poi affrontiamo il secondo ma ben più impegnativo monte e arriviamo con fatica al passo. Queste tappe sono decisamente più dure del cammino francese, oltre la fatica dei saliscendi bisogna concentrarsi per essere sicuri dove si mettono i piedi, perchè i sentieri sono spesso sassosi. Brevi pause nell'impegnativa salita seguita da una lunga discesa spaccagambe.


Arriviamo stanchissimi a Pola. Il piccolo albergue è già pieno, optiamo per un hostal che sta di fronte al bel Palazzo Comunale. Questo hostal ha la fama di preparare cene speciali per i pellegrini: impossibile perderlo. Il menù della cena proponeva dei piatti tradizionali asturiani. Tutte le portate erano esagerate e alla fine a Leo quasi scoppiava la pancia perchè non si è saputo fermare. Tejada asturiana e altri piatti con verdure e carne, infine 5 dolci a testa. Il padrone controllava che mangiassimo veramente tutto. Abbiamo fatto riserva di carburante. Questa dovrebbe essere stata la tappa più dura di questo cammino, salvo sorprese.
Muchas gracias agli amici lettori!
¡Hasta Luego!

lunedì 20 luglio 2009

Da Salas a Tineo

3^ Tappa, Km 19.
Uscita dal Castello alle 6,30 entriamo ancora al buio in un bosco di castagni e querce, seguiamo il corso del torrente di Salas, la salita è dolce ma continua.


Vicino al passo incrociamo nuovamente i lavori per la costruzione dell'autostrada, e facciamo diversa strada tra lavori, deviazioni e strada statale. Ma siamo ricompensati, poco dopo sopra una verde collina vediamo un bellissimo cavallo bianco, sembrava quello di Gandalf. Arrivati al passo siamo su un altopiano e il sole comincia a farsi sentire, ma il cammino prosegue tutto all'ombra di alberi. E' tutto un sussegirsi di bestiame al pascolo fino alla nostra meta, Tineo.


Riusciamo ad alloggiare all'albergue del peregrino era già quasi tutto pieno (24 posti). In questa tappa cominciamo a incontrare diversi pellegrini che come noi hanno iniziato sabato da Oviedo, diversi spagnoli, alcuni tedeschi e francesi, di italiani ci siamo solo noi.
L'albergue a sera è pieno anche nei posti a terra, in tutto saremo circa 35. Nel tardo pomeriggio visitiamo poco il paese che si presenta trascurato ma con molti lavori di restauro in corso. In un punto internet facciamo partire un po' di posta, poi a cena con Rafael (spagnolo) troviamo un locale (Paulon) dove si mangia bene e abbondante, si beve sidra e si spende poco, in più c'è Internet gratis. La serata passa in buona compagnia fino al ritorno in albergue.

domenica 19 luglio 2009

Da Grado a Salas

2^ Tappa, Km 21,5 + 3.
Partenza alle ore 7,05, subito affrontiamo la collina più alta della giornata. C'è un indolenzimento generale del corpo, tipico dei primi giorni, questa salita non ci aiuta a smaltirlo, ci sono strappi molto ripidi. Al passo visitiamo la Chiesa della Vergine del Fresno, a metà costa un piccolo cimitero ritagliato in mezzo al verde richiama proprio il riposo eterno. Il paesaggio intorno è molto simile alle nostre Prealpi-Alpi, simili i panorami, i borghi e i boschi.


Dopo la chiesa scendiamo dalla collina, ma ci accorgiamo che il cammino non è quello descritto dalla guida, poco dopo veniamo a sapere che è stato deviato perchè si sta costruendo una autostrada, così ci tocca fare almeno 3 Km in più. Il resto del percorso si snoda tra colline, boschi, pascoli, stalle, campi coltivate e fonti antiche che ci danno un po' di refrigerio. Il tempo è buono, la temperatura fresca ma camminare sotto il sole fa sentire sempre caldo.


Arriviamo alla nostra meta, Salas, evitiamo l'albergue del peregrino perchè piccolissimo, 6 posti, e optiamo per il Castello. Salas è bellissima, un piccolo gioiello, un paesino ben curato, pulito, pieno di fiori, ha il suo torrione medievale, la sua Collegiata appartenuta a monache francesi, il Castello... appunto e le piazzette.


Girando un po' scopriamo una meravigliosa passeggiata urbana che si snoda sulle sponde di un torrente da far impallidire il nostro Lusenzo. Hanno perfino ricreato vari ambienti acquatici deviando un po' l'acqua del torrente e mettendoci sopra delle passerelle di legno. Chiusura della giornata con cena al Castello.
¡Saludos!

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