domenica 18 luglio 2010
Le Puy en Velay
domenica 9 agosto 2009
Muxia
Muxia si trova in uno stretto promontorio sul mare e al suo capo c'è il Santuario della Vergine della Barca, gemellaggio da proporre con la nostra Madonna della Navicella.
In questi giorni anche qui freddo e niente sole, solo negli ultimi 2 giorni siamo riusciti a fare un po' di spiaggia. Le spiagge sono bianche, sono battute continuamente dalle onde e si trovano nelle piccole insenature più riparate, a ridosso ci sono sempre colline e tanto verde. Da lontano il colpo d'occhio è fantastico, c'è l'oceano che varia dall'azzurro al blu, la lingua di terra bianca della spiaggia e dietro tutti i toni del verde della vegetazione.
Mercoledì visita ad Ezora in un'altra Rias. Qui dovevamo vedere una spettacolare cascata che è la foce del fiume Xallas, ma l'acqua è controllata artificialmente da una diga per produrre energia. La cascata viene aperta totalmente solo la domenica e ci dobbiamo accontentare del grandioso imbuto formato dall'acqua sulla roccia e di piccoli rivoli. Bella e ben curata la spiaggia del minuscolo paese a cui è stata assegnata la bandiera blu europea.
A Muxia nel fine settimana Festa Medievale o Sagra del Pesce locale, metà paese è pieno di piccoli stands per la rivendita di pulpo, marisco, pescado, callos, dulces, churrasco, tortillas... e cerveza y vino a volontà, poi varie altre bancarelle con articoli di bigiotteria, manufatti in pelle, saponi e candele naturali...
La piccola Banda del paese suona continuamente musica celtica con gaite, tamburi, tamburelli, cembali e fisarmoniche, tutti i componenti sono vestiti con il costume tradizionale del paese. Di quando in quando la piccola banda si ferma nelle piazzette per far cantare e ballare i compaesani e i turisti. Tutto il paese partecipa alla festa, non solo le persone agli stands, perché molti indossano abiti da pescatore o da popolana del tempo antico, tutta la via principale è addobbata con reti da pesca.
Assistiamo ad una vera "baruffa in calle" con tanto di schiaffi e pugni, ma non ci sorprendiamo piu' di tanto, sembrava proprio una "barufa ciosota".
In questi giorni abbiamo dormito un po' di più perché prima delle 10,00 qua non si muove niente, fatto passeggiate lungo le coste e sulle colline, fatto qualche ora di spiaggia e abbiamo visto tramontare il sole rosso nell'oceano.
Domenica, infine siamo andati a Messa nel Santuario della Vergine della Barca così finalmente abbiamo potuto visitare la chiesa che era sempre chiusa.
Sui tetti delle case non ci sono passeri o colombi, ma colonie di gabbiani reali che volano, controllano i piccoli, gridano e rumoreggiano continuamente di giorno e purtroppo anche di notte. Sono i veri padroni dei cieli di Muxia. Nella zona molti altri piccoli uccelli in particolare il pettirosso.
Muxia è nella Ruta Jacobea nel tratto Santiago - Finisterre. La tradizione popolare racconta di una apparizione della Vergine a S. Giacomo, per confortarlo nella sua predicazione, dove oggi sorge il Santuario della Madonna della Barca. Maria giunse alla Costa della Morte navigando sopra un'imbarcazione di pietra. Vicino al Santuario si conservano la chiglia (Pedra d'Abalar) e la vela (Pedra dos Cadrises).
HASTA PRONTO!
sabato 25 luglio 2009
Da Fonsagrada a Cadavo Bailero
8^ Tappa: Km26.
Ci svegliamo alle 5,15 e partiamo alle 6,00 ancora al buio. Fa molto freddo 10 gradi. Dopo pochi km ci accorgiamo che il problema di Piera non è il ginocchio destro ma la caviglia sinistra. I sentieri bagnati ci inzuppano le scarpe e questo non ci aiuta. Un nebbione dei nostri ci accompagna per tutta la mattina; anche se camminiamo in salita abbiamo freddo e ci mettiamo perfino i guanti. I sentieri attraversano boschi da favola, gli alberi hanno rami molto lunghi e diramati, sono ricoperti quasi totalmente da licheni barbicosi grigio/verde e questi gli conferiscono un aspetto vecchio, in più c'è la nebbia. Tutto questo crea un alone di antica magia, sembra di essere in un bosco abitato da streghe.
I licheni barbicosi sono indice di un ambiente pulito e integro, se c'è inquinamento sono i primi a scomparire. Solo al passo Alto di Montouto (m 1030) emergiamo dalla nebbia. Vediamo le cime dei monti Asturiani e Galiziani: un vero spettacolo.
Troviamo Erick un giovane pellegrino che ha dormito all'aperto sul passo! E' di Mallorca e ci racconta che partito da Merida ha fatto la via de la Plata fino a Santiago e adesso di ritorno fa al contrario il cammino del Nord fino a Irun dopo di che tutta la Francia del sud evitando i Pirenei e ritorna a Mallorca passando per Barcellona.

Al passo ci sono anche le rovine di un importante monastero che accoglieva i pellegrini nel medioevo, abbiamo visto anche dei dolmen.
Cominciamo la discesa e ci reimmergiamo nella nebbia. A Piera la caviglia peggiora, deve camminare lentamente. Il freddo non ci dà tregua fino alle 11,30 poi la nebbia si dirada. Troviamo rifugio in un bar dove ci riposiamo lungamente. Poi lentamente cominciamo l'ultima salita della giornata, quando arriva la discesa non siamo sollevati perché in realtà è un continuo saliscendi.
Arriviamo alle14,30 stanchissimi ma per fortuna riusciamo a prendere gli ultimi posti liberi dell'albergue dove ritroviamo tutti i nostri amici di questo cammino. Alla sera festeggiamo con loro Santiago santo patrono di Spagna, con formaggio, salame, vino e torta Santiago.
Infine un piccolo spettacolo a tratti commovente: ogni gruppo della stessa nazione doveva cantare una canzone, noi a grande richiesta abbiam cantato l'inno d'Italia, ma molto bravi ed emozionanti sono stati una signora tedesca, un ragazzo coreano Francisco e un cinese di Taiwan.
mercoledì 2 luglio 2008
Da Zubiri a Pamplona
Pamplona e' una bella cittadina Navarra che ha dato i natali a Indurain è circondata nella zona antica da possenti mura, ci sono diverse porte per entrarvi ed ha ben 13 parchi curatissimi, altro che i nostri. La città si sta preparando alla festa di San Firmino in giro tutto è bianco e rosso, possiamo assicurarvi che le sue tapas sono squisite. L'abbiamo girata sotto pioggia e vento 15 gradi. L'albergue del peregrino era piccolino ma tenuto benissimo dai tedeschi perfetti in tutto e gentilissimi nell'accoglienza.