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sabato 3 luglio 2010

Channaz - Yenne

5^ tappa: 18Km

Partenza 5,30, l'aria è più fresca, usciamo dal campeggio, attraversiamo il ponte sul Canale e il piccolo paese. Subito la nostra strada è in forte salita, il sentiero del Cammino taglia i tornanti della strada asfaltata, ma accorciandola, così si fa troppa fatica e arriviamo stanchi alla sommità del primo monte.
Qui rimaniamo colpiti dalla grande quantità di vigneti che vengono coltivati, sono i "vignobles" e furono portati in Savoia dagli antichi Romani. Ci sono molte cantine di degustazione del vino , ma al nostro passaggio sono ancora chiuse.
Dopo Jongieux un'altra salita "tagliatornanti" ci toglie le ultime energie e arriviamo alla cappella di S. Romain distrutti. Ci riposiamo e facciamo merenda, da lassù si domina la valle di Yenne che anticamente era una palude formata dal Rodano e in seguito bonificata. Stupendo il panorama.
Discesa mozzafiato di 2 km all'interno di un fitto bosco dove scorgiamo uno scoiattolo che si arrampica sopra un albero. Finita la discesa ritroviamo il Rodano, percorriamo l'argine sinistro per 4 km prevalentemente all'ombra.
Arriviamo a Yenne e alloggiamo in un chiostro di Cappuccini "Clos des Capucins" ora adibito ad hotel: è antico, bello e fresco! Con noi c'è un numeroso gruppo di francesi che praticano la "Israeli dance" e vengono da varie parti di Francia. Stanno diverse ore in cappella a danzare e cantare per preparare uno spettacolo.
Alla sera a tavola conosciamo il 2^ pellegrino: PIERRE da Vienna. E' un bancario in pensione, ha 62 anni e ha fatto più volte il cammino, questo tratto, Ginevra-Le Puy, gli mancava... Ed è partito lo stesso giorno nostro! Conversiamo più di un'ora in francese!
Yenne è carina, ci sono bar e altri, servizi che ci mancavano tanto. Cena ottima nel Clos con Pierre e i danzatori: insalata, scaloppina ripiena con purè e verdure miste, formaggi, frutta e dolce tiramisu.
A TOUT A L'HEURE PIERA Y LEO

mercoledì 30 giugno 2010

Col du Mont Sion - Frangy

2^ Tappa: 23Km

Decidiamo di svegliarci presto, 4.45, per evitare il caldo, per quanto possibile. Iniziamo a camminare alle 5,30 e infatti l'aria è bella fresca. Subito ci sono delle salite, ma non molto dure, attraversiamo dei bei boschi ombrosi e bei paesaggi aperti, piccoli villaggi e fattorie dai tetti alla francese. Oggi i boschi si fanno più fitti e questo ci darà conforto nelle ultime ore della tappa che sono sempre le più calde. Mangiamo la scorta di pane fatta ieri perché lungo il cammino non incontriamo nessun bar e nessun negozio di alimentari.
Anche oggi però ad un certo punto il caldo si fa sentire e la tappa si allunga misteriosamente... ma come misurano queste tappe?!? In ogni caso, dobbiamo fare i complimenti a chi cura il percorso perché è segnalato benissimo: conchiglie e frecce del sentiero ci sono frequentemente, perciò è difficile sbagliare.
Arriviamo a Frangy molto stanchi e indolenziti ai piedi per gli innumerevoli saliscendi. Frangy è un centro poco più grande di quelli incontrati fin'ora, ma almeno un gelato e una pizza li abbiamo trovati.
Soggiorniamo in un hotel d'altri tempi, "Moderne", molto signorile ma di 100 anni fa, avevamo concordato anche la cena ma il proprietario, moderno come l'albergo, non ha voglia di cucinare! Tutto sommato alla fine spendiamo poco.
Facciamo timbrare la Credenziale alla Chiesa Parrocchiale di S. Jaques e dialoghiamo un po' con il parroco.
Chiacchieriamo anche con un uomo incontrato sulle panchine che, capito che siamo italiani, ci fa tanti apprezzamenti perché gli Italiani sono più conviviali dei Francesi.

AU REVOIR PIERA Y LEO

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