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lunedì 12 luglio 2010

Chavanay - St.Julien Molin Molette

13^ Tappa: 22km

Già prevediamo che questa tappa sarà dura: sia per la montagna, iniziamo il Massiccio Centrale, sia per il forte caldo. Siamo ancora nella regione Rhone-Alpes ma entriamo nel dipartimento della Loira.
Partenza alle 5,10, è ancora buio; siamo a 150 m di altitudine, dobbiamo arrivare a 600m con una punta di 700m più vari saliscendi. Dopo mezz'ora di cammino in forte ascesa arriviamo alla Cappella del Calvario dove vediamo per l'ultima volta la piana dell'Isere con tutti i paesi illuminati.
Attraversiamo gruppi di case (hameau) contadine dove gli abitanti si apprestano ad andare al lavoro. Vediamo molte coltivazioni di vigneti, frutta e anche ciliegie. Continuiamo a salire e a 2/3 della tappa veniamo presi sia dalla fatica che dal caldo, tanto che ad un certo punto vediamo qualcosa di strano: una scia luminosa bianca, celeste, rosea e argento, che poi svanisce in un piccolo flash luminoso... Ci guardiamo stupiti: piccola meteora?! Siamo fusi noi!? Apparizioni?! TUTTO E' POSSIBILE!!!!! Abbiamo ancora l'ultima salita da fare che si rivela difficile e in più tutta soleggiata.
Arriviamo al passo stravolti, continuiamo su bei sentieri alberati in discesa e arriviamo al paese dove alloggiamo in uno chalet di un campeggio dall'aria vagamente hippy: il gestore a torso nudo è rivestito di qualche chilo di acciaio: anelli, collane, orecchini, bracciali ecc. Sembrava l'espositore di una bigiotteria! Sulla falsa riga i suoi collaboratori.
Il paese non è bello, un po' trascurato e con pochi servizi, è il paese dei mulini e delle mole.
Alla sera decidiamo di andare a cena in un ristorante che fa menù per i pellegrini... e improvvisamente e per fortuna piove! Piove a più riprese, e per tutta la sera e l'aria finalmente si rinfresca. Con le mantelline raggiungiamo il ristorante, siamo i soli clienti, la padrona ci tratta bene, mangiamo anche la paella e conversiamo con lei.
BONNE JOURNEE
PIERA Y LEO

Riflessioni dopo la seconda settimana di Cammino Gebennensis

Qualcuno diceva che in Spagna è Medioevo per Internet... allora qui sono all'età della pietra!
Pensiamo di arrivare in 6/7 giorni sperando anche che sulle montagne faccia più fresco, perché ogni giorno è peggio.
Ciao a tutti


Pierangela

domenica 11 luglio 2010

Clonas - Chavanay

12^ Tappa: 10km

... Ieri è arrivato un messaggio da Palermo: Federico ha rivinto il titolo italiano under 14 di scacchi (news). Gloria al Circolo Scacchistico Clodiense!

Partenza dal compeggio alle 6,35 oggi è domenica e decidiamo di fare una tappa breve perché arriveremo all'unico paese un po' più grande del solito. Questo ci permetterà sia di andare a messa che di andare in una pensione con l'aria condizionata perché il caldo è pesante (35 gradi alle 7 di sera).
Oggi seguiamo il cammino, riusciamo a trovare un bar per la colazione, ma qui in Francia per fare una colazione bisogna andare in 3 locali diversi: café, boulangerie, patisserie.
Ritroviamo il Rodano su un ponte trafficato, sono le 9,30 ed è già caldissimo.
Ci rechiamo subito in chiesa per la messa ma, sorpresa! Alla domenica non viene celebrata, solo di sabato sera... restiamo stupiti.
Non ci resta altro che recarci all'albergo dove non ci muoviamo più per tutto il giorno, ogni tentativo di mettere piede fuori dalla stanza è fallito. Solo verso sera un piccolo giro in paese a 35 gradi.
Buona cena nell'albergo e partita mundial, la padrona tifava apertamente per la Spagna, alla conquista del titolo sono seguiti canti spagnoli trasmessi al megafono.
CONGRATULAZIONI ai nostri parenti e amici spagnoli.
BONNE NUIT

PIERA Y LEO

sabato 10 luglio 2010

Revel Tourdan - Clonas

11^ Tappa, 25km

Partenza alle 5,30. Oggi decidiamo di non seguire il tracciato e facciamo una tappa trasgressiva. Seguiamo delle strade secondarie ma asfaltate, per velocizzare la tappa e per evitare un po' di saliscendi. Cartina in mano ci costruiamo il nostro percorso decidendo cosa evitare e cosa vedere.
In questo modo, riusciamo a vedere meglio i villaggi e le case, anche se di gente facciamo sempre fatica a incrociarne. Prima di BELLEGARDE scorgiamo un castello del 17^secolo. Il cammino su strada asfaltata è più facile in 3 ore riusciamo a fare 14 km. A La Chapelle de Surieu ci fermiamo in un bar per una bibita e un panino.
Riprendiamo la marcia in leggera discesa lungo il corso di un torrente, da questo momento le strade che abbiamo scelto si fanno un po' più trafficate, bisogna fare più attenzione specie nelle curve.
Arriva il solito caldo, troviamo ristoro in un bar ad Assieu. Leo si lamenta con un cliente del bar per il caldo e quello risponde: "Ma tu sei italiano, sei abituato al caldo!!!" Il gestore del bar ci da della benedetta acqua fresca da portare via.
Nell'ultima parte, camminiamo tra immensi frutteti di mele e pesche. Negli ultimi km volevamo riprendere il tracciato del cammino ma ad una curva abbiamo imboccato una strada parallela che era tutta assolata.
Arriviamo al camping prenotato, lo chalet e' un po' una delusione, fa molto caldo e in più siamo fuori dal paese, questo ci deprime un poco. Il camping è praticamente vuoto ma nel pomeriggio, incredibilmente, si riempie soprattutto di olandesi. Quando rinfresca ci tiriamo su con un bagno in piscina e una buona cenetta. Alla sera mentre vediamo Germania-Uruguay nella TV del nostro chalet, continuo via-vai di olandesi che vogliono sapere il risultato, ma loro sono agitati per la finale di domenica.
BONNE COUPE DU MONDE
PIERA Y LEO

giovedì 8 luglio 2010

Charavines - La Cote St. Andrè

9^ Tappa, 29Km

Partenza alle 5,30.
Facciamo i primi km fuori percorso su strade poco trafficate fino a OYEU dove recuperiamo il cammino. Qui troviamo il bar chiuso e dobbiamo rinviare la colazione. Ultima salita breve ma molto impegnativa, poi entriamo nella piana dell'Isere.
Facciamo la salita con molte pause per non stancarci troppo, ma arriviamo comunque abbastanza provati alla sommità, da qui dominiamo la piana dell'Isere che sembra una piccola Meseta. Il panorama verso LIONE è interrotto da una grossa colonna di fumo bianco, veniamo poi a sapere che si tratta di una Centrale Nucleare.
Scendiamo al paese facendo la solita discesa ripida su sentiero sassoso, riusciamo a trovare un bar aperto ma vendono solo bibite e caffè, facciamo la spesa al supermercato e possiamo fare finalmente colazione. Da ora in poi il tracciato è pianeggiante salvo alcuni saliscendi. Decidiamo quindi di fare più km che possiamo, ma non facciamo i conti con il caldo: quando ripartiamo sono le 10,00 le strade sono poco alberate, il sole già picchia forte. Procedendo con pause sempre più frequenti e superando gli sgradevoli saliscendi arriviamo a LA COTE St. ANDRE' alle 14,00 dopo 29 km, in piazza il termometro segna 38 gradi!!!
Non immaginavamo di aver viaggiato con un caldo simile! Stanchissimi, cerchiamo un albergo, ma i più economici sono al completo, optiamo per l' "HOTEL de FRANCE" che per fortuna ha ancora stanze libere.
Riposiamo tutto il pomeriggio e alla sera nel ristorante molto raffinato dell'albergo ottima cena perché la cucina e' tenuta da un premiato e rinomato chef.
BONNE NUITE PIERA Y LEO

venerdì 2 luglio 2010

Le Cotes - Chanaz

4^ Tappa: 23Km

Ci svegliamo alle 4,30 perché le previsioni meteorologiche dicono che farà molto caldo. Alle 5,30 siamo in cammino, inizialmente la tappa è in discesa fino al Pont du Fier dove incontriamo il Rodano.
Percorriamo l'argine sinistro del fiume per 18 km tra boschi ripariali e un'immensa pioppeta che sembra essere la più grande d'Europa. D'ora in poi il tracciato di oggi sarà tutto in pianura: camminiamo quasi sempre all'ombra, e questo ci aiuta a soffrire meno il caldo.
Nelle piccole isole del Rodano vediamo cigni, aironi e folaghe. Finale di percorso un po' a sorpresa perché usciamo dal bosco e ci tocca fare gli ultimi 3 Km sotto il sole cocente di mezzogiorno.
Troviamo alloggio in un bel campeggio dove prendiamo uno chalet con giardino, ad un prezzo speciale per i pellegrini.
Davanti a noi c'è il Rodano con le barche elettriche.
Il villaggio vicino è piccolo ma molto grazioso, si specchia sulle sponde del Canale di Savieres e da qui partono grandi battelli che portano i turisti lungo il Canale, sul Rodano e sul Lago di Bourget perché sono tutti collegati. Noi perdiamo l'ultimo battello.
Pranzo francese, non buono ma ci rifacciamo alla sera con una buona pizza.
Una bufera di vento, a sera, finalmente rinfresca l'aria, stiamo tutti meglio, riusciamo a dormire e a riposare.
SALUT PIERA Y LEO

sabato 1 agosto 2009

Da Arzua a Santiago

12^ Tappa: km 38
Le previsioni del tempo dicevano pioggia e puntualmente ci svegliamo con le strade bagnate per la pioggia della notte. Alle 7,30 dopo la colazione ci incamminiamo, attraversiamo Arzua, fa freddo, il cielo è plumbeo e promette nuova pioggia. Entriamo nei sentieri boscosi, per la terza volta ripercorriamo questa tappa e questa volta non ci sbagliamo ad una indicazione ambigua. Il paesaggio è tipico della Galizia, come nella tappa precedente troviamo molti pellegrini, nel camminare bisogna stare attenti ai molti ciclisti che ti superano all'improvviso, spaventandoti e rompendo il clima di tranquillità e meditazione. Il Cammino non ci sembra un percorso adatto ai ciclisti.
Si cammina facilmente, una pioggia sottile e senza vento aiuta ancora di più la marcia, dopo una decina di km ci fermiamo in un bar per una pausa. Alla ripresa comincia a piovere più forte, proprio come l'anno scorso, ma quest'anno il vento è debole e si cammina bene. Arrivati all'alto di S. Irene ci caliamo per arrivare a Pedrouzo, la meta della nostra tappa. Arriviamo molto freschi, non piove e la temperatura bassa è l'ideale per camminare. Prendiamo la decisione di continuare fino a quando ce la faremo. Pranziamo in un ristorante con filete de ternera e tortilla spagnola.

Nel paese c'è una festa medioevale, con un mercatino i cui venditori sono in abito medioevale, vediamo un falconiere con i suoi uccelli rapaci, ci sono strani giochi da tavolo in pietra e anche piccole bande di musicanti celtici.










Usciamo dal paese, entriamo nel bosco e incomincia a piovere di brutto, per fortuna è un temporale di breve durata, quando smette ci troviamo nell'alto di un colle a ridosso dell'aeroporto. Scendiamo per un sentierino e in breve siamo a Lavacolla, l'ultimo paese prima di Santiago. Pausa in un bar dove incontriamo dei pellegrini a cavallo.
Siamo stanchi ma decidiamo di proseguire, anche se lentamente.
Cominciamo l'ultima salita del Cammino, quella più famosa che porta al monte Gozo (monte della Gioia). Qui piove ancora ma solo a tratti, verso la sommità troviamo le sedi televisive della tv di Galizia e la regionale di TVE (espana). Arriviamo alla sommità del monte Gozo, da qui vediamo Santiago: è sempre emozionante vedere la città dopo tanti km di cammino. Ci sentiamo un po' a casa perché c'è una piccola chiesetta dedicata a S. Marco. Mancano 4,5 km.
Qui, anni fa, c'è stato un incontro del Papa con i giovani Cattolici di tutto il mondo. La struttura creata per accogliere i giovani ora accoglie i pellegrini, molti oggi si sono fermati qui, ma noi, anche se è tardi vogliamo arrivare a Santiago. Molto lentamente e con pause entriamo nella periferia della città, qui reincontriamo i 2 ragazzi belgi che ci salutano calorosamente e ci incitano a finire usando lo spagnolo "casi casi". Nelle vie del centro il solito formicolio di turisti ma noi pensiamo solo a raggiungere la meta, arriviamo in piazza Obradoiro stremati ma contenti e commossi come la prima volta. Sono le 19,20 abbiamo camminato quasi 12 ore per 38 km, per noi è un record.


Qualche foto di rito e subito all'Oficina del Peregrino per ritirare la Compostela, data l'ora pensavamo di non trovare nessuno invece... una lunga fila di pellegrini! La signora che consegna la Compostela fa i complimenti a Leo per aver portato uno zaino così grande. Santiago è piena di gente per il concerto di Sprigsteen e noi riusciamo a trovare da dormire in una vecchia pensione che però ha una bellissima vista sulla Cattedrale.


Ci infiliamo in una taperia per una cena veloce a base di tapas al pulpo e ai peoci, qualche piccolo problema di digestione nella notte. Domani a mezzogiorno ci aspetta la nostra messa del pellegrino.
Hasta pronto! Ultreya!

sabato 25 luglio 2009

Da Fonsagrada a Cadavo Bailero

25 LUGLIO 2009, FESTA DI SANTIAGO.


8^ Tappa: Km26.
Ci svegliamo alle 5,15 e partiamo alle 6,00 ancora al buio. Fa molto freddo 10 gradi. Dopo pochi km ci accorgiamo che il problema di Piera non è il ginocchio destro ma la caviglia sinistra. I sentieri bagnati ci inzuppano le scarpe e questo non ci aiuta. Un nebbione dei nostri ci accompagna per tutta la mattina; anche se camminiamo in salita abbiamo freddo e ci mettiamo perfino i guanti. I sentieri attraversano boschi da favola, gli alberi hanno rami molto lunghi e diramati, sono ricoperti quasi totalmente da licheni barbicosi grigio/verde e questi gli conferiscono un aspetto vecchio, in più c'è la nebbia. Tutto questo crea un alone di antica magia, sembra di essere in un bosco abitato da streghe.


I licheni barbicosi sono indice di un ambiente pulito e integro, se c'è inquinamento sono i primi a scomparire. Solo al passo Alto di Montouto (m 1030) emergiamo dalla nebbia. Vediamo le cime dei monti Asturiani e Galiziani: un vero spettacolo.


Troviamo Erick un giovane pellegrino che ha dormito all'aperto sul passo! E' di Mallorca e ci racconta che partito da Merida ha fatto la via de la Plata fino a Santiago e adesso di ritorno fa al contrario il cammino del Nord fino a Irun dopo di che tutta la Francia del sud evitando i Pirenei e ritorna a Mallorca passando per Barcellona.




Al passo ci sono anche le rovine di un importante monastero che accoglieva i pellegrini nel medioevo, abbiamo visto anche dei dolmen.



Cominciamo la discesa e ci reimmergiamo nella nebbia. A Piera la caviglia peggiora, deve camminare lentamente. Il freddo non ci dà tregua fino alle 11,30 poi la nebbia si dirada. Troviamo rifugio in un bar dove ci riposiamo lungamente. Poi lentamente cominciamo l'ultima salita della giornata, quando arriva la discesa non siamo sollevati perché in realtà è un continuo saliscendi.


Arriviamo alle14,30 stanchissimi ma per fortuna riusciamo a prendere gli ultimi posti liberi dell'albergue dove ritroviamo tutti i nostri amici di questo cammino. Alla sera festeggiamo con loro Santiago santo patrono di Spagna, con formaggio, salame, vino e torta Santiago.


Infine un piccolo spettacolo a tratti commovente: ogni gruppo della stessa nazione doveva cantare una canzone, noi a grande richiesta abbiam cantato l'inno d'Italia, ma molto bravi ed emozionanti sono stati una signora tedesca, un ragazzo coreano Francisco e un cinese di Taiwan.


giovedì 23 luglio 2009

Da Berducedo a Grandas de Salime

6^ Tappa: Km 20
Sveglia alle 6,00, ma già alcuni pellegrini sono pronti per uscire, restiamo ancora un poco a letto, tanto la giornata sarà fresca. Appena ci alziamo guardiamo il tempo fuori dalla finestra: c'è una tormenta, pioggia e vento forte. Si discute, uno vorrebbe partire lo stesso, l'altra no, intanto ci prepariamo e andiamo al vicino bar a fare la colazione con calma. Il tempo passa arriviamo al compromesso di fare la tappa sulla strada invece che sul sentiero così che ci sentiamo più sicuri per le scarpe e il fango che potremmo trovare. Aspettando e chidendo informazioni il tempo passa e passa fortunatamente anche la pioggia. Scendiamo per la carretera insieme ad un gruppo di giovani che come noi hanno scelto la strada. Fa freddo ma non piove, è una lunghissima discesa agevole da camminare, teniamo una buona andatura, oltre il ciglio della strada panorami stupendi, il traffico è ridottissimo.










Arriviamo nel fondovalle dove c'è un embalse: bacino idrico artificiale, spettaccolare e bello anche se per farlo hanno sommerso 12 piccoli borghi.













Come capita sovente il bar è chiuso, una pausita ai piedi del lago e poi ricomincia una ripida salita per arrivare alla meta: Grandas. A tratti riprende a piovere ma mai con intensità, sovente facciamo piccole pause e arriviamo a Grandas alle 13,00. L'albergue come al solito è piccolo, andiamo in una pensione consigliata dalla guida solo che ora è diventata hotel, costa un po' di più, ma va bene.


A sera visitiamo un po' il paese: bella Collegiata, il museo purtroppo chiude presto, un po' di mail e poi ci incontriamo con gli altri pellegrini anche loro alloggiati a Grandas.
Buenas Tarde! ULTREYA!

mercoledì 22 luglio 2009

Da Pola de Allande a Berducedo

5^ Tappa, Km 16.
E' la giornata dell'incertezza, la meta di questa tappa non ha hotel o pensioni private, c'è un solo albergue del pellegrino con pochi posti disponibili e sappiamo che sarà preso d'assalto dai gruppi di scouts. E' un serio problema, decidiamo che se non troveremo alloggio salteremo una tappa andando in autobus al paese successivo che si trova 20 Km più avanti. Oggi dobbiamo valicare el Puerto de Palo, la cima Coppi di questo cammino, una tappa molto dura, quindi importante partire molto presto ma il padrone ci imprigiona all'hostal e solo alle 7,30 possiamo uscire.


Il cammino prosegue per un sentiero parallelo alla strada asfaltata, noi scegliamo di seguire quest'ultima per 3 Km per poi ricongiungerci al sentiero, ma non riusciamo a trovarlo così gran parte della salita la facciamo sulla carretera. Quando ritroviamo il sentiero comincia a piovere di brutto, ci attrezziamo con le mantelline e arriviamo a Puerto de Palo (1146 m) tra pioggia, nuvoloni bassi e grandi folate di vento. Sembra di essere dentro ad una immagine biblica. All'improvviso davanti a noi, un gruppo di cavalli allo stato brado attraversa il passo al gran galoppo: bellissimo! Piove e fa freddo, cominciamo la discesa sul sentiero pioggia e vento non ci danno tregua per 3 ore.


A Berducedo, incredibilmente ci sono ancora 2 letti liberi nell'albergue, è una grande fortuna! Una doccia calda ci conforta e riposiamo. Conosciamo un poco di pellegrini e parliamo spagnolo. Ultima sfortuna non ci sono ristoranti aperti alla sera, solo panini. Prevedono ancora pioggia per domani, anzi Allerta pioggie nelle Asturie: non sappiamo cosa faremo domani. Vedremo.
¡Hasta Pronto!

giovedì 31 luglio 2008

Da Arzua a Rua

17 km
Partenza alle 6,15 dopo aver fatto una bella colazione, è ancora buio usiamo le pile. All'uscita del paese incontriamo 3 spagnoli, padre, madre, figlio e facciamo un tratto di strada insieme tra i boschi. Il padre in realtà è un hobbit: alto mezzo uomo, molto grosso, porta un enorme zaino e si aiuta con un lungo bastone con appesa una borraccia che in realtà è una bottiglia di plastica e sopra il bastone c'è un corno di toro. In fronte ha la pila, è sempre in movimento, non si ferma un attimo e quando piove ricopre il tutto con una mimetica militare, ma quando c'è il sole sulla fronte compare una fascia-fazzoletto a mo' di Federer. Purtroppo arriviamo ad una pietra miliare che indica due direzioni opposte <---> non sappiamo quale direzione prendere. La famiglia si divide e noi seguiamo la moglie e il figlio, ma ahimè è la strada sbagliata. Facciamo 1-2 km in più sulla strada ma ben presto ritroviamo il sentiero del cammino. Poco dopo troviamo i francesi e di lì a poco incomincia anche a piovigginare.
Camminiamo ancora, ma poi bisogna ripararsi e tiriamo fuori le mantelline cerate. Il vento aumenta, ma col fresco si cammina bene. In uno dei tanti boschi ritroviamo il gruppo di francesi tutti riuniti e fermi come aspettassero qualcosa ... forse il pullman? Cammina cammina... la pioggia si fa sempre più copiosa e i sentieri si stanno infangando. Vediamo alcune cose antipatiche: taxi pieni di zaini, persone che salgono nelle auto d'appoggio. Ma nonostante tutto molti pellegrini continuavano sotto la pioggia battente fino alla meta.
Noi, ben bagnati, ci fermiamo a Rua, le caviglie fanno un po' male così preferiamo riposare. Oggi al ristorante che ben conosciamo, prendiamo una succulenta paella di marisco + pulpo. Nel pomeriggio inoltrato ritorna il sole e arriva la notizia che gli amici di Aosta sono al paese vicino, domani ci rivedremo.

martedì 29 luglio 2008

Da Portomarin a Palas del Rei

24 Km.
Partiamo alle 6, è buio e c'è fitta nebbia. Le pile ci aiutano molto, entriamo subito in un fitto bosco ma il sentiero è largo. E' tutto un susseguirsi di salite e discese molto dolci e alla fine la tappa ci è sembrata quasi riposante. Alloggiamo ancora in una pensione, ormai evitiamo gli albergue troppo affollati di gruppi chiassosi.
Palas del Rei non è bella e non ha centro storico. Speriamo si mangi bene, ve lo sapremo dire.

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