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venerdì 16 luglio 2010

St Jeures - St. Julien-Chapteuil

17^ Tappa: 20 Km

Usciamo dalla Gite alle 6.30, percorriamo 4 km in falsopiano lungo la strada asfaltata e arriviamo all'abitato di ARAULES, bel paese con case tipiche e bella chiesa. Una gentile signora che apriva la chiesa ci invita a casa sua per porre LE TAMPON sulla credenziale.
Riprendiamo il cammino, ci aspetta l'ultima salita lunga, il punto culminante del cammino a quota 1276m. La salita è meno dura del previsto, a parte un assurdo tratto tra le pietre, l'erba alta e gli insetti. Arrivati al passo grande panorama del Massiccio Centrale dove si notano i colli tipici del carattere vulcanico della zona. I sentieri sono ricchi di pietre vulcaniche: basalti, graniti e ardesie. Sopra il paese di QUEJRIERES c'è un roccione che lo sovrasta: è il risultato di un'antica eruzione che ha solidificato il magma con forme poligonali.
Scendiamo ancora, facciamo pausa ad un vecchio mulino dove incrociamo due giovani pellegrine francesi: una cammina con le ballerine, povera! E' già piena di vesciche.
A questo punto ripresa la marcia arriva la solita sorpresa negativa, una salita non segnalata che non finisce mai su un sentiero pieno di pietre, erbacce e insetti: sembra un percorso di sopravvivenza! Dopo una serie di imprecazioni (e un bel po' di tempo) usciamo dalla selva e intravvediamo in basso St. Julien.
Picchiata sotto il sole di mezzogiorno, oggi meritiamo il miglior albergo del paese: "Le Barriol". Dopo il riposo visita alla bellissima chiesa del paese, la più bella fin qui vista.
Conclusione della serata in ristorante con una buona cena casereccia: insalata mista con foie (fegato) di volatili, pesce con peperonata e una specie di sformato di cereali, infine torta di ciliegie.
A PRETE

PIERA Y LEO

domenica 9 agosto 2009

Muxia

Dal 4 al 9 Agosto abbiamo soggiornato a Muxia. Questo piccolo paese di pescatori è diventato tristemente famoso per il naufragio della petroliera "Prestige" avvenuto nel novembre del 2002. Si trova nella Costa della Morte, una piccola zona costiera della Galizia ricca di frastagliate rias, simili ai fiordi, qui il vento è sempre forte e l'acqua dell'oceano è gelida anche in agosto.


Muxia si trova in uno stretto promontorio sul mare e al suo capo c'è il Santuario della Vergine della Barca, gemellaggio da proporre con la nostra Madonna della Navicella.


In questi giorni anche qui freddo e niente sole, solo negli ultimi 2 giorni siamo riusciti a fare un po' di spiaggia. Le spiagge sono bianche, sono battute continuamente dalle onde e si trovano nelle piccole insenature più riparate, a ridosso ci sono sempre colline e tanto verde. Da lontano il colpo d'occhio è fantastico, c'è l'oceano che varia dall'azzurro al blu, la lingua di terra bianca della spiaggia e dietro tutti i toni del verde della vegetazione.


Mercoledì visita ad Ezora in un'altra Rias. Qui dovevamo vedere una spettacolare cascata che è la foce del fiume Xallas, ma l'acqua è controllata artificialmente da una diga per produrre energia. La cascata viene aperta totalmente solo la domenica e ci dobbiamo accontentare del grandioso imbuto formato dall'acqua sulla roccia e di piccoli rivoli. Bella e ben curata la spiaggia del minuscolo paese a cui è stata assegnata la bandiera blu europea.


A Muxia nel fine settimana Festa Medievale o Sagra del Pesce locale, metà paese è pieno di piccoli stands per la rivendita di pulpo, marisco, pescado, callos, dulces, churrasco, tortillas... e cerveza y vino a volontà, poi varie altre bancarelle con articoli di bigiotteria, manufatti in pelle, saponi e candele naturali...


La piccola Banda del paese suona continuamente musica celtica con gaite, tamburi, tamburelli, cembali e fisarmoniche, tutti i componenti sono vestiti con il costume tradizionale del paese. Di quando in quando la piccola banda si ferma nelle piazzette per far cantare e ballare i compaesani e i turisti. Tutto il paese partecipa alla festa, non solo le persone agli stands, perché molti indossano abiti da pescatore o da popolana del tempo antico, tutta la via principale è addobbata con reti da pesca.


Assistiamo ad una vera "baruffa in calle" con tanto di schiaffi e pugni, ma non ci sorprendiamo piu' di tanto, sembrava proprio una "barufa ciosota".
In questi giorni abbiamo dormito un po' di più perché prima delle 10,00 qua non si muove niente, fatto passeggiate lungo le coste e sulle colline, fatto qualche ora di spiaggia e abbiamo visto tramontare il sole rosso nell'oceano.


Domenica, infine siamo andati a Messa nel Santuario della Vergine della Barca così finalmente abbiamo potuto visitare la chiesa che era sempre chiusa.
Sui tetti delle case non ci sono passeri o colombi, ma colonie di gabbiani reali che volano, controllano i piccoli, gridano e rumoreggiano continuamente di giorno e purtroppo anche di notte. Sono i veri padroni dei cieli di Muxia. Nella zona molti altri piccoli uccelli in particolare il pettirosso.


Muxia è nella Ruta Jacobea nel tratto Santiago - Finisterre. La tradizione popolare racconta di una apparizione della Vergine a S. Giacomo, per confortarlo nella sua predicazione, dove oggi sorge il Santuario della Madonna della Barca. Maria giunse alla Costa della Morte navigando sopra un'imbarcazione di pietra. Vicino al Santuario si conservano la chiglia (Pedra d'Abalar) e la vela (Pedra dos Cadrises).
HASTA PRONTO!

domenica 2 agosto 2009

Santiago

Durante la notte ci ha incuriosito sentire i rintocchi della torre dell'orologio della Cattedrale perchè erano strani: 1 rintocco per il quarto, 2 per la mezza, 3 per i trequarti e... increible!, 4 rintocchi per l'ora intera seguiti dai rintocchi forti dell'ora! Ci svegliamo tardi, facciamo colazione e dobbiamo preparare subito gli zaini perché traslochiamo nella solita pensione dove alloggiamo quando siamo a Santiago. Giriamo per la città e all'ufficio informazioni per raccogliere un po' di notizie che ci serviranno nei prossimi giorni.
Alle 12,00 la nostra Messa del Peregrino, la chiesa è già da tempo gremita perché tanti si aspettavano di vedere il botafumeiro invece non c'era, ci sarà il giorno dopo per l'attore Martin Sheen che farà un film, con il figlio, sul Cammino. Il rito liturgico è in italiano perché il celebrante principale, un prete lituano, ha scelto così. A fine messa, in chiesa ritroviamo molte persone che hanno camminato insieme a noi: gli scouts di Cadiz, i 2 ragazzi belgi, la famiglia con il bimbo di 8 anni, Annemarie e una giovane coppia di Milano, e altri incrociati solo per pochi minuti. Il Portico della Gloria è ancora in restauro, visitiamo la tomba di Santiago e la Cappella della Madonna del Pilar.
Pranzo, per la fiesta di arrivo a Santiago, al ristorante regionale del Parador (consigliato da Roberta) e per Simone ora c'è il menù: pimientos do Padron, empanada, chipirones a la plancha, setas en sarten e plato variados de dulces, tutto perfetto! Pomeriggio di riposo e serata con Annemarie, Lorenzo, Maria del Mar e il piccolo Alvaro, parliamo di Italia, Spagna e... Cammini.
Saludos a todos!

sabato 1 agosto 2009

Da Arzua a Santiago

12^ Tappa: km 38
Le previsioni del tempo dicevano pioggia e puntualmente ci svegliamo con le strade bagnate per la pioggia della notte. Alle 7,30 dopo la colazione ci incamminiamo, attraversiamo Arzua, fa freddo, il cielo è plumbeo e promette nuova pioggia. Entriamo nei sentieri boscosi, per la terza volta ripercorriamo questa tappa e questa volta non ci sbagliamo ad una indicazione ambigua. Il paesaggio è tipico della Galizia, come nella tappa precedente troviamo molti pellegrini, nel camminare bisogna stare attenti ai molti ciclisti che ti superano all'improvviso, spaventandoti e rompendo il clima di tranquillità e meditazione. Il Cammino non ci sembra un percorso adatto ai ciclisti.
Si cammina facilmente, una pioggia sottile e senza vento aiuta ancora di più la marcia, dopo una decina di km ci fermiamo in un bar per una pausa. Alla ripresa comincia a piovere più forte, proprio come l'anno scorso, ma quest'anno il vento è debole e si cammina bene. Arrivati all'alto di S. Irene ci caliamo per arrivare a Pedrouzo, la meta della nostra tappa. Arriviamo molto freschi, non piove e la temperatura bassa è l'ideale per camminare. Prendiamo la decisione di continuare fino a quando ce la faremo. Pranziamo in un ristorante con filete de ternera e tortilla spagnola.

Nel paese c'è una festa medioevale, con un mercatino i cui venditori sono in abito medioevale, vediamo un falconiere con i suoi uccelli rapaci, ci sono strani giochi da tavolo in pietra e anche piccole bande di musicanti celtici.










Usciamo dal paese, entriamo nel bosco e incomincia a piovere di brutto, per fortuna è un temporale di breve durata, quando smette ci troviamo nell'alto di un colle a ridosso dell'aeroporto. Scendiamo per un sentierino e in breve siamo a Lavacolla, l'ultimo paese prima di Santiago. Pausa in un bar dove incontriamo dei pellegrini a cavallo.
Siamo stanchi ma decidiamo di proseguire, anche se lentamente.
Cominciamo l'ultima salita del Cammino, quella più famosa che porta al monte Gozo (monte della Gioia). Qui piove ancora ma solo a tratti, verso la sommità troviamo le sedi televisive della tv di Galizia e la regionale di TVE (espana). Arriviamo alla sommità del monte Gozo, da qui vediamo Santiago: è sempre emozionante vedere la città dopo tanti km di cammino. Ci sentiamo un po' a casa perché c'è una piccola chiesetta dedicata a S. Marco. Mancano 4,5 km.
Qui, anni fa, c'è stato un incontro del Papa con i giovani Cattolici di tutto il mondo. La struttura creata per accogliere i giovani ora accoglie i pellegrini, molti oggi si sono fermati qui, ma noi, anche se è tardi vogliamo arrivare a Santiago. Molto lentamente e con pause entriamo nella periferia della città, qui reincontriamo i 2 ragazzi belgi che ci salutano calorosamente e ci incitano a finire usando lo spagnolo "casi casi". Nelle vie del centro il solito formicolio di turisti ma noi pensiamo solo a raggiungere la meta, arriviamo in piazza Obradoiro stremati ma contenti e commossi come la prima volta. Sono le 19,20 abbiamo camminato quasi 12 ore per 38 km, per noi è un record.


Qualche foto di rito e subito all'Oficina del Peregrino per ritirare la Compostela, data l'ora pensavamo di non trovare nessuno invece... una lunga fila di pellegrini! La signora che consegna la Compostela fa i complimenti a Leo per aver portato uno zaino così grande. Santiago è piena di gente per il concerto di Sprigsteen e noi riusciamo a trovare da dormire in una vecchia pensione che però ha una bellissima vista sulla Cattedrale.


Ci infiliamo in una taperia per una cena veloce a base di tapas al pulpo e ai peoci, qualche piccolo problema di digestione nella notte. Domani a mezzogiorno ci aspetta la nostra messa del pellegrino.
Hasta pronto! Ultreya!

venerdì 31 luglio 2009

Da Melide a Arzua

11^ Tappa: 15 Km
Partenza alle ore 8,15 dopo una abbondante e buona colazione a base di churros y chocolate, anche Oliviero si aggrega a noi e su nostro consiglio prende los churros.


Attraversiamo Melide ed entriamo nel tipico paesaggio gallego fatto di boschi, piccoli paesini, pascoli. Troviamo una piccola piantagione di lamponi (frambuesas), i padroni hanno messo i lamponi in cestine sopra un tavolo così che i pellegrini possono prenderli e mettere i soldi in una cassettina, molto buoni!


Ripercorrere il Cammino Francese ci fa capire come sia ben diverso dal Primitivo, eravamo abituati ad essere soli ma qui all'improvviso c'è un flusso continuo di persone, non come una processione ma quasi. Ci ritroviamo ad essere fra i pochi che girano con uno zaino adeguato perché tutti gli altri hanno zainetti mini. Il percorso è più facile, i sentieri sono ben battuti non ci sono sassi e le salite sono un poco più dolci. In questa mattinata la caviglia si sente meno, la camminata non è sciolta ma si va bene.


A Ribaiso ritroviamo Oliviero e i suoi amici, salutiamo e preferiamo proseguire per Arzua visto che il piede va bene. Dopo una importante salita arriviamo ad Arzua (alle 12,10) e alla pensione che già prenotammo lo scorso anno. Approfittiamo del fatto di essere arrivati presto per fare un bucato con lavadora e secadora, i vestiti ne avevano bisogno. Pranzo con caldo gallego, costesine asados con cachelos e sardine giganti. Pomeriggio di riposo. E' stata la tappa più breve per recuperare le energie dai 31 km del giorno precedente.

giovedì 30 luglio 2009

Da S. Roman de Retorta a Melide

10^ Tappa: 31 Km
Colazione alle 7. Il padrone dell'hostal ci deve riportare nel cammino in auto, ci carica in 6 per risparmiare un viaggio, siamo stretti tra 2 americane, belle ma pienotte. Ripartiamo da S. Roman percorrendo il paesaggio gallego che non ci stanca mai. Seguiamo una calzada romana che dopo 10 km ci porta ad un piccolo ponte romano che dà il nome alla località. Vediamo anche un cippo di epoca romana ai bordi della strada.


Qui scopriamo i consigli sbagliati che ci aveva dato il padrone della pensione: ci aveva detto che per raggiungere Palas del Rey da qui ci volevano 7 km invece i km sono almeno il doppio, Palas del Rey sembrava la meta più vicina per non forzare la caviglia di Piera. A questo punto ci sembrava sprecato non arrivare a Melide per pochi km di differenza, solo che come al solito anche le guide sono bugiarde in fatto di km, forse i km fatti erano 30 ma sembravano 35!


Dopo Puente Romano prendiamo serie di strade e sentieri che attraversano paesini molto piccoli senza servizi ma pieni di cani e di mucche.


Si sale lentamente ma continuamente, in questo tratto non incontriamo nessun pellegrino, Piera cammina molto piano. Dobbiamo superare un monte per poi calare nella lunghissima piana che porta a Melide.


Arriviamo al passo nelle ore più calde della giornata affaticati, stanchi e con poca acqua. Là in un paesino quasi abbandonato ci viene incontro Mapi (Maria Pilar) che ci offre ospitalità. Entriamo in una piccola casa antica fatta di sasso. La ragazza ci racconta che ha deciso, insieme al suo ragazzo, di vivere a contatto con la natura e di accogliere quei pochi pellegrini che passano di là, coltiva un orto, ha 8 cani lupo e lavora facendo piccoli oggetti di cuoio che vende nei mercatini.


Ci offre un te e mentre aspettiamo arriva Annamaria, pellegrina Bretone che si aggrega a noi. All'interno della casa non c'è il massimo dell'igiene, ma si vive ugualmente un'atmosfera particolare di benessere. Prima di riprendere il Cammino un piccolo topolino di campagna entra nello zaino di Leo, in un contesto del genere l'episodio assume aspetti divertenti, Mapi ci vuole abbracciare tutti e ci augura buona fortuna e buon cammino.

(Alla ricerca del topolino...)

Dopo poco dall'alto del passo vediamo Melide, sembra vicina ma dista 12 km. Camminiamo alcuni km con Annamaria, ma noi avendo il passo più lento la lasciamo andare avanti e ci lascia alla nostra sorte. I km non passano mai e Melide non si avvicina, facciamo un sacco di pause, i piedi ricominciano a fare male. Ogni fontana ci dà un po' di sollievo, Leo trova un bar. E' chiuso, siamo costretti a continuare. Verso la fine della tappa ritroviamo le ragazze americane che ci superano ma si vede che anche loro sono stanche.
A Melide arriviamo attorno alle 18 e in una piazza vediamo in un colpo solo più pellegrini di quanti visti nei giorni precedenti. Abbiamo incrociato il Cammino Francese, mancano 53 km a Santiago e da oggi in poi cammineremo insieme a molte persone. Una volta sistemati andiamo nella famosa pulperia di Ezequiel, ma qui giunti sorpresona! Leo vede seduto ad un tavolo Oliviero un istruttore di scacchi di Torino conosciuto l'autunno scorso a Vienna ad un torneo govanile di scacchi.


Oliviero e i suoi amici stanno facendo il Cammino Francese per la 2^ volta, sono i primi italiani che incontriamo. Ci mangiamo un pulpo eccezionale e Leo si scola una bottiglia di bianco con Oliviero e compagnia.

domenica 26 luglio 2009

Da Cadavo Baleiro a Lugo

(9^ Tappa), Km 0 (km30).
Al risveglio Piera ha ancora dolore alla caviglia decidiamo così di fare questa tappa in autobus per arrivare a Lugo città di 100.000 abitanti dove ci sono tutti i servizi. Alla fermata dell'autobus una sorpresa, quattro nostri amici, malconci anche loro (dolori alle ginocchia, vesciche...), attendono l'autobus.


Arrivati a Lugo vediamo l'enorme muraglia romana che cinge il bellissimo centro storico, è una città tranquilla, pulita, curata e con molto verde, mangiamo los churros nella piazza Mayor e alloggiamo in una piccola pensione. La caviglia si è leggermente gonfiata e decidiamo di andare al centro clinico per una visita, il medico consiglia riposo per un paio di giorni e antinfiammatori. Ritroviamo gli amici di questo cammino in un locale per pranzare insieme, ci hanno detto che la tappa, non presentava grossi dislivelli, ma è stata egualmente molto dura per le continue deviazioni e il caldo degli ultimi chilometri.
A pranzo c'è clima di festa, festeggiamo le 2 Ana (oggi onomastico), ma c'è anche un velo di tristezza perché il gruppo di una ventina di persone oggi si sfalda: 4 messicani tornano a casa, altri si fermano a Lugo per recuperare energie e quelli che continuano imboccheranno 2 percorsi diversi. Noi riprenderemo il cammino quando la caviglia migliorerà un pochino.
A sera messa nella bella Cattedrale, ritroviamo i 2 ragazzi del Belgio che si fermeranno anche loro qualche giorno qui a Lugo.


Alle 9,30 (per chiusura albergue) saluti e abbracci agli amici pellegrini e la promessa di ritrovarci il prossimo anno per il cammino portoghese. Come diceva il parroco di Fonsagrada "el Camino es una droga", forse è vero.

P.S. Stiamo scrivendo da un elegante bar dove abbiamo fatto una abbondante colazione, ma qui passano continuamente con vassoi e chiedono se vogliamo pinchar gratis dei piccoli panini, tartine, tramezzini... buonissimi!!!!

ULTREYA!

martedì 21 luglio 2009

Da Tineo a Pola de Allande

4^ Tappa, Km 26.
Ci prepariamo nel giardino dell'albergue ancora al buio, dentro è tutto un brulichio di persone, lucette, scricchiolii di sacchetti per la preparazione degli zaini. Colazione a base di frutta con caffè al primo bar. Cominciamo il cammino, dobbiamo fare subito un passo. Finalmente camminiamo insieme a qualche pellegrino. Al passo bellissima vista dei monti, dei prati, dei piccoli paesi, sulle creste filari di mulini eolici.


L'ambiente è molto simile alle nostre montagne solo che questo è rimasto genuino, rurale, senza turismo e traffico quasi nullo. Sembra il Veneto di 50 anni fa. In discesa entriamo in un fitto bosco dentro il quale visitiamo il monastero Benedettino di Obona.










Continuiamo per piccoli villaggi prevalentemente pastorizi, poi affrontiamo il secondo ma ben più impegnativo monte e arriviamo con fatica al passo. Queste tappe sono decisamente più dure del cammino francese, oltre la fatica dei saliscendi bisogna concentrarsi per essere sicuri dove si mettono i piedi, perchè i sentieri sono spesso sassosi. Brevi pause nell'impegnativa salita seguita da una lunga discesa spaccagambe.


Arriviamo stanchissimi a Pola. Il piccolo albergue è già pieno, optiamo per un hostal che sta di fronte al bel Palazzo Comunale. Questo hostal ha la fama di preparare cene speciali per i pellegrini: impossibile perderlo. Il menù della cena proponeva dei piatti tradizionali asturiani. Tutte le portate erano esagerate e alla fine a Leo quasi scoppiava la pancia perchè non si è saputo fermare. Tejada asturiana e altri piatti con verdure e carne, infine 5 dolci a testa. Il padrone controllava che mangiassimo veramente tutto. Abbiamo fatto riserva di carburante. Questa dovrebbe essere stata la tappa più dura di questo cammino, salvo sorprese.
Muchas gracias agli amici lettori!
¡Hasta Luego!

sabato 18 luglio 2009

Da Oviedo a Grado

1^ Tappa, Km 26,5.
Il primo pellegrino nei cammini di Santiago fu il Re delle Asturie Alfonso II^ detto "Il Casto" che partì da Oviedo per raggiungere la tomba dell'Apostolo. Noi ci proponiamo di ripercorrere questo Cammino chiamato Primitivo perchè il primo.
Lasciamo Oviedo alle 7,20 con una temperatura di 11 gradi! Cominciamo a salire per la prima collina dove incontriamo un gruppo di scout di Cadice. Superata la collina alterniamo boschi a pascoli e camminiamo insieme a mucche, cavalli e pecore. Attraversiamo su un piccolo ponte medioevale il fiume Nora e saliamo per la seconda e ultima collina, immersi tra felci e querce. Notiamo delle strane costruzioni, tipo palafitte, sono in realtà dei granai Asturiani.


Al passo meritata pausa, scendiamo per una strada medievale e a mezzogiorno vediamo...una civetta! Per le strade non troviamo nessun pellegrino, questo cammino è ben diverso da quello francese. Costeggiamo le rive del fiume Nalon per un bellissimo sentiero ombroso. Sono quasi le 14,00 pranziamo in una locanda mangiando la fabada (una specie di minestra fagioli asturiana), le polpette e tipici dolci come el brazo del gitano, tutto casereccio e buono.


Alloggiamo a Grado alle 15,30, dopo un gran dormitone, giriamo un poco il per il pueblo, messa finale del sabato seguita da una esibizione di varie corali del posto. Grado è una popolosa cittadina non molto bella, ha solo alcuni angoli caratteristici e ci sono parecchi negozi chiusi, forse a causa della crisi, inoltre non è pulita come Oviedo. Ma quello che più ci colpisce è una straordinaria somiglianza nel modo di fare e di rumoreggiare come i nostri concittadini.
¡Hasta Luego a todos!

venerdì 17 luglio 2009

Oviedo

Oggi visita alla città.
Iniziamo la fresca mattinata (17 gradi) con churro y chocolate, poi andimo verso la Cattedrale e lì troviamo una guida che con 4 € in 2 ore ci fa vedere i posti più importanti. In particolare la Cattedrale con un retablo molto molto bello di scuola asturiano/fiamminga, e la Camara Santa che contiene il sudario del volto di Gesù, molte reliquie e le 2 croci d'oro tempestate di pietre preziose simbolo delle Asturie. La cattedrale è anche meta dei pellegrini del cammino di Santiago per le importanti reliquie e per una statua molto antica (sec. XI) del "Cristo Salvatore".


Nel pomeriggio giri per le vie della città antica e lungo i viali dei giardini, la troviamo tranquilla, vivibile e pulita, le sue strade sono pierne di statue e fontane tutte tenute in perfetto ordine. Oviedo per diversi anni ha vinto la nomina di città più pulita d'Europa.


La sera si fa più vivace, i negozi chiudono, ma si aprono i numerosi locali per mangiare e bere sidra che vengono frequentati fino a tarda notte da gente di tutte le età. Nel pomeriggio siamo anche andati alla Cattedrale per porre il primo "sello" sulla Credenziale, domani si cammina sul serio.
Il tempo oggi è stato variabile, qualche goccia al mattino, pomeriggio sole, temperatura massima 22 gradi. Fresco vero??!!!
Hasta luego!

giovedì 31 luglio 2008

Da Arzua a Rua

17 km
Partenza alle 6,15 dopo aver fatto una bella colazione, è ancora buio usiamo le pile. All'uscita del paese incontriamo 3 spagnoli, padre, madre, figlio e facciamo un tratto di strada insieme tra i boschi. Il padre in realtà è un hobbit: alto mezzo uomo, molto grosso, porta un enorme zaino e si aiuta con un lungo bastone con appesa una borraccia che in realtà è una bottiglia di plastica e sopra il bastone c'è un corno di toro. In fronte ha la pila, è sempre in movimento, non si ferma un attimo e quando piove ricopre il tutto con una mimetica militare, ma quando c'è il sole sulla fronte compare una fascia-fazzoletto a mo' di Federer. Purtroppo arriviamo ad una pietra miliare che indica due direzioni opposte <---> non sappiamo quale direzione prendere. La famiglia si divide e noi seguiamo la moglie e il figlio, ma ahimè è la strada sbagliata. Facciamo 1-2 km in più sulla strada ma ben presto ritroviamo il sentiero del cammino. Poco dopo troviamo i francesi e di lì a poco incomincia anche a piovigginare.
Camminiamo ancora, ma poi bisogna ripararsi e tiriamo fuori le mantelline cerate. Il vento aumenta, ma col fresco si cammina bene. In uno dei tanti boschi ritroviamo il gruppo di francesi tutti riuniti e fermi come aspettassero qualcosa ... forse il pullman? Cammina cammina... la pioggia si fa sempre più copiosa e i sentieri si stanno infangando. Vediamo alcune cose antipatiche: taxi pieni di zaini, persone che salgono nelle auto d'appoggio. Ma nonostante tutto molti pellegrini continuavano sotto la pioggia battente fino alla meta.
Noi, ben bagnati, ci fermiamo a Rua, le caviglie fanno un po' male così preferiamo riposare. Oggi al ristorante che ben conosciamo, prendiamo una succulenta paella di marisco + pulpo. Nel pomeriggio inoltrato ritorna il sole e arriva la notizia che gli amici di Aosta sono al paese vicino, domani ci rivedremo.

mercoledì 30 luglio 2008

Da Palas del Rei ad Arzua

29 km
Partenza alle 5,45 in Spagna è ancora buio e usiamo le pile per circa 1 ora. Facciamo 15 km senza mai fermarci tra oscuri boschi (per il buio) e piccole borgate, per arrivare a Melide città del pulpo. Ma vista l'ora presta, 9,15, optiamo per churro y chocolate, colazione prelibata e ricca di energia, alla spagnola. Dopo la visita alla chiesa del paese, per "sellar" la credenziale, ci rimettiamo in cammino per Ribaiso.
I boschi di eucalipto sono sempre più frequenti e attraversandoli si respira l'odore mentolato tipico di questi alberi; un paio di salite brevi ma dure ci portano a Ribaiso, in questo tratto incontriamo alcuni gruppi di scout tra cui uno di Verona e uno di Reggio Calabria. Arrivati a Ribaiso decidiamo di proseguire perché questo albergue è molto affollato. Un'altra breve salita e arriviamo ad Arzua, punto d'incontro tra il Cammino del Nord o della Costa e il nostro Cammino Francese.
Alloggiamo in un albergue-pensione e al ristorante Teodora prendiamo un chuleton con patatine (tipo fiorentina). La sera a messa ritroviamo un gruppo di anziani francesi che fanno il cammino, ma non sappiamo in realtà quanto camminino perché ogni tanto ci sono sui sentieri ma poco dopo non ci sono più.

mercoledì 23 luglio 2008

Da Foncebadon a Ponferrada

27 km.
Partenza alle 6,15, non ci fidiamo prima perché è più difficile seguire le frecce con sentieri al buio.
Leggera salita per 2 km, vegetazione bassa e poco dopo in lontananza scorgiamo la Cruz de Hierro con il suo cumulo di pietre ai piedi. E' l'alba ci avviciniamo alla croce in compagnia di Guto (brasiliano), intorno tutto è silenzio, si sente solo il vento, è il momento migliore. Lasciamo le nostre pietre sulle altre e ricordiamo anche tutti voi che ci leggete. La Croce di Ferro non è spettacolare, è piccola, bruttina, essenziale, è uno dei simboli più importanti del cammino, un'esperienza fondamentale per tutti i pellegrini.
Proseguiamo lungo il crinale dei monti, parlando con Guto della croce e dei suoi significati. Dopo il passo (1500 m, punto più alto del cammino) brusca discesa verso un delizioso paesetto, El Acebo, dove ci meritiamo una bella merenda. Riprendiamo la discesa, e arriviamo alle 12,00 a Molinaseca, il clima è dolce ci bagniamo i piedi nel fiume che la attraversa, pranziamo e riprendiamo la marcia verso Ponferrada che è in fondo alla valle. Scelta che si rivela infelice perché dopo 20 minuti di cammino la temperatura comincia ad alzarsi fino ad arrivare a 38 gradi! Gli 8 km che ci separano da Ponferrata sono una sofferenza continua, non si riesce a trovare un posto all'ombra. Finiamo sfiniti e optiamo per una pensione che troviamo davanti al Castello dei Templari, ci duchamos e restiamo a letto fino alle 8 di sera.

martedì 22 luglio 2008

Da Astorga a Foncebadon

26 km.
Partenza ore 5,40 è buio ma la strada ormai la conosciamo bene, ci avviamo fuori dalla cittadina verso il monte Irago, la salita è dolce ormai quasi non la sentiamo, arriviamo velocemente a Rabanal 20 km. Questo tratto 2 anni fa ci risultò molto più impegnativo, decidiamo quindi di proseguire per Foncebadon, 1400 m di altitudine, ma la salita si fa subito molto più ripida e complici il sole delle 12,00 e la stanchezza arranchiamo un po' e finiamo stanchi.
Arriviamo ad un piccolo (4/5) gruppo di case con 3 albergue, in passato fu sede di un Conclave, ora rimangono molti resti. Alloggiamo su quello che sembrava essere un bel Hotel con funzione anche di albergue, ma scopriamo che l'albergue è nella cantina, stanze piccoline con 12 persone!
Lungo tutta la tappa il paesaggio ormai è cambiato, ci sono piccoli boschi, bei panorami e aria più fresca di montagna. Passiamo il pomeriggio a riposare ad alta quota e scopriamo vicino all'albergue un piccolo locale che dentro si rivela delizioso, tutto addobbato in stile medioevo, gestori compresi. Mangiamo buonissime ternere e cervo, dolci al formaggio e al cioccolato. Se nel medioevo mangiavano così, stavano proprio bene!

lunedì 21 luglio 2008

Da S. Martino del Cammino ad Astorga

22 km.
Solita partenza prima dell'alba, oggi però l'aria è bella fresca e il cielo è nuvoloso. Rincorriamo ancora la nazional 120 ma dopo una decina di km il paesaggio cambia, ci avviamo verso le colline.
Attraversiamo dei boschi di quercia, alternati a campi di grano, allevamenti di bestiame, e osserviamo molte specie di uccelli. Abbiamo veramente finito la meseta.Un po' prima di mezzogiorno arriviamo ad Astorga, la cittadina in cui due anni fa siamo partiti per Santiago la prima volta, da questo momento in poi i luoghi li conosciamo già. Decidiamo di fare i turisti tradizionali, ritorniamo alla casa Maragata per mangiare il Cocido Maragato, giriamo un po' per le stradine, compriamo la specialità del posto: il cioccolato, e finiamo nel punto internet per farvi partecipi delle nostre giornate.

sabato 19 luglio 2008

Da Reliegos a Leon

25 Km. Partiamo ancora di notte sono le 5,30. Dopo qualche km una giovane slovena ci sorpassa con un'andatura che per noi sembrava velocità della luce, non la vedremo più, aveva fatto 400 km in 10 giorni!
A una delle solite pause Leo prova a bere la sidra asturiana, una bevanda leggermente alcolica (tipo birra) a base di mela, che per versarla nel bicchiere il barista teneva la bottiglia ad 1 m dal bicchiere e lo centrava. Solita noiosa tappa di meseta peggiorata dalla orribile zona industriale e dal caldo di Leon.
Arrivati in centro alloggiamo dalle Suore Benedettine in un vecchio monastero a due passi dalla Cattedrale. Bella accoglienza e camerata per matrimoni con circa 40 persone. Nei dintorni in un piccolo locale all'aperto pranzato a base di pulpito e patate con pimientos de padron, tutto squisito. Visita alla cattedrale, simile a quella di Burgos, ma l'interno un vero festival di vetrate e rosoni colorati, fatti nel XIII secolo e ancora da scoprire la tecnica adottata.
Centro storico molto vivo pieno di ottimi localini e un palazzo del Gaudi. Dopo la messa i pellegrini dell'albergue sono stati invitati dalle suore alla benedizione, ma in realtà si trattava della compieta che loro stesse recitavano e cantavano nella loro cappella. Hanno partecipato pellegrini di italia, francia, germania, norvegia, corea, slovenia, slovacchia, usa, messico, argentina, israele, polonia, australia, danimarca, belgio.....e altri che non ricordiamo.

venerdì 18 luglio 2008

Da Saghun a Reliegos

31 km, tappa record. Partenza alle 5,30 con la luna che ci accompagna. Anche oggi perdiamo le frecce in paese, le recuperiamo solo all'uscita del paese. Tappa monotona, ormai la meseta è sempre uguale, il cammino segue una noiosa strada asfaltata, in lontananza i rumori dell'autostrada e tutto intorno campi campi campi...
Preferiamo anche oggi camminare sull'asfalto. Alle 10,15 arriviamo a Burgo Ranero, troppo presto per fermarci, solo 18km, decidiamo di continuare ma il paese successivo dista 13km. Ci incamminiamo speranzosi di arrivare in fretta, ma il sole e la lunga strada dritta si rivelano una trappola....... ci sembra di non arrivare mai, il paesino non è mai in vista, ci scoraggiamo, fa caldo, la forze stanno finendo....... quando all'improvviso spunta una bodegas (cantina per il vino che si costruisce sotto terra).Siamo arrivati il paese, Reliegos, è lì. Alloggiamo all'albergue e dormiamo. Tappa di vera meseta.
Hasta luego a tutti!

NB: Piera ha cambiato per 3 volte le scarpe per il mal di piedi, ma la soluzione e' stata indossare le ciabattine rosa fuxia per circa 10km. I piedi sono migliorati!

sabato 12 luglio 2008

Cena a Burgos

Hola amigos. Per completare, a Burgos cena da Morito, piatti giganteschi con 7 euro.

venerdì 11 luglio 2008

Da Belorado a San Juan de Ortega

km 24, ultimo valico importante, i monti dell'Oca, prima di vedere quello sconfinato altopiano chiamato Meseta.
Per fortuna non c'era il sole e non ha mai piovuto, così con passo più celere dei giorni precedenti arriviamo al monastero di S. Juan de Ortega, la chiesa ha una struttura bellissima, forma strana quasi quadrata. Dopo una messa molto suggestiva altra benedizione ai Pellegrini sulla tomba di S.Juan, santo che oltre ai miracoli costruiva ponti nel cammino, questi santi si chiamano pontefici.
Oggi niente albergue ma un hostal niente male dove si stava al calduccio, fuori vento e freddo, temperatura sotto i 10 gradi. Provata una specialità di Burgos la morcilla, una specie di sanguinaccio insaccato con pane, buono ma pesantuccio.

mercoledì 9 luglio 2008

Da Viana a S. Domingo della Calzada, in 3 giorni!

7 luglio 2008 tappa Viana-Navarrete giornata fresca e percorso facile fatti 22Km retablo impressionante nella chiesa di Navarrete tutto dorato e appena restaurato. Conosciamo un torinese che gestisce un ristorante che ci dà delle dritte favolose sui menù e invita Leo a passare la notte alla festa di S. Firmino a Pamplona. Invito rifiutato. Durante il percorso abbiamo attraversato Logroño in una piazza c'è il gioco dell'oca più grande del mondo che si rifa' al Cammino. Colazione in piazza della Cattedrale con churros y chocolata...da provare.

8 luglio 2008 Navarrete-Azofra 22Km decidiamo di fare solo 16 km ma il fresco e il percorso facile ci spingono fino ad Azofra, ma nell'ultima ora di cammino il sole era a picco su di noi e l'ambiente era quello di un western. La terra qui e' rossa, grandi coltivazioni di vino, il più pregiato della Spagna, siamo nella Rioja. Strada facendo visitiamo Najera ridente cittadina di origine araba, buone tapas a pranzo e notevole cattedrale della Madonna dell'Iris. Ad Azofra alloggiamo in un nuovo albergue con piccola piscina per rinfrescare piedi e gambe, ci mettiamo in costume. Leo trova da giocare a scacchi con un tedesco e vince.

9 luglio Azofra-S.Domingo della Calzada 15km tappa corta per riposare un po' e per visitare bene S. Domingo. E' famoso per il miracolo del gallo e della gallina arrosti che resuscitano, per ricordare ciò, nella cattedrale in una bella stia vivono un gallo e una gallina bianchi. Interminabile ternera (bistecca) a pranzo.

Alla prossima !Hasta Luego¡

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