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venerdì 16 luglio 2010

St Jeures - St. Julien-Chapteuil

17^ Tappa: 20 Km

Usciamo dalla Gite alle 6.30, percorriamo 4 km in falsopiano lungo la strada asfaltata e arriviamo all'abitato di ARAULES, bel paese con case tipiche e bella chiesa. Una gentile signora che apriva la chiesa ci invita a casa sua per porre LE TAMPON sulla credenziale.
Riprendiamo il cammino, ci aspetta l'ultima salita lunga, il punto culminante del cammino a quota 1276m. La salita è meno dura del previsto, a parte un assurdo tratto tra le pietre, l'erba alta e gli insetti. Arrivati al passo grande panorama del Massiccio Centrale dove si notano i colli tipici del carattere vulcanico della zona. I sentieri sono ricchi di pietre vulcaniche: basalti, graniti e ardesie. Sopra il paese di QUEJRIERES c'è un roccione che lo sovrasta: è il risultato di un'antica eruzione che ha solidificato il magma con forme poligonali.
Scendiamo ancora, facciamo pausa ad un vecchio mulino dove incrociamo due giovani pellegrine francesi: una cammina con le ballerine, povera! E' già piena di vesciche.
A questo punto ripresa la marcia arriva la solita sorpresa negativa, una salita non segnalata che non finisce mai su un sentiero pieno di pietre, erbacce e insetti: sembra un percorso di sopravvivenza! Dopo una serie di imprecazioni (e un bel po' di tempo) usciamo dalla selva e intravvediamo in basso St. Julien.
Picchiata sotto il sole di mezzogiorno, oggi meritiamo il miglior albergo del paese: "Le Barriol". Dopo il riposo visita alla bellissima chiesa del paese, la più bella fin qui vista.
Conclusione della serata in ristorante con una buona cena casereccia: insalata mista con foie (fegato) di volatili, pesce con peperonata e una specie di sformato di cereali, infine torta di ciliegie.
A PRETE

PIERA Y LEO

sabato 1 agosto 2009

Da Arzua a Santiago

12^ Tappa: km 38
Le previsioni del tempo dicevano pioggia e puntualmente ci svegliamo con le strade bagnate per la pioggia della notte. Alle 7,30 dopo la colazione ci incamminiamo, attraversiamo Arzua, fa freddo, il cielo è plumbeo e promette nuova pioggia. Entriamo nei sentieri boscosi, per la terza volta ripercorriamo questa tappa e questa volta non ci sbagliamo ad una indicazione ambigua. Il paesaggio è tipico della Galizia, come nella tappa precedente troviamo molti pellegrini, nel camminare bisogna stare attenti ai molti ciclisti che ti superano all'improvviso, spaventandoti e rompendo il clima di tranquillità e meditazione. Il Cammino non ci sembra un percorso adatto ai ciclisti.
Si cammina facilmente, una pioggia sottile e senza vento aiuta ancora di più la marcia, dopo una decina di km ci fermiamo in un bar per una pausa. Alla ripresa comincia a piovere più forte, proprio come l'anno scorso, ma quest'anno il vento è debole e si cammina bene. Arrivati all'alto di S. Irene ci caliamo per arrivare a Pedrouzo, la meta della nostra tappa. Arriviamo molto freschi, non piove e la temperatura bassa è l'ideale per camminare. Prendiamo la decisione di continuare fino a quando ce la faremo. Pranziamo in un ristorante con filete de ternera e tortilla spagnola.

Nel paese c'è una festa medioevale, con un mercatino i cui venditori sono in abito medioevale, vediamo un falconiere con i suoi uccelli rapaci, ci sono strani giochi da tavolo in pietra e anche piccole bande di musicanti celtici.










Usciamo dal paese, entriamo nel bosco e incomincia a piovere di brutto, per fortuna è un temporale di breve durata, quando smette ci troviamo nell'alto di un colle a ridosso dell'aeroporto. Scendiamo per un sentierino e in breve siamo a Lavacolla, l'ultimo paese prima di Santiago. Pausa in un bar dove incontriamo dei pellegrini a cavallo.
Siamo stanchi ma decidiamo di proseguire, anche se lentamente.
Cominciamo l'ultima salita del Cammino, quella più famosa che porta al monte Gozo (monte della Gioia). Qui piove ancora ma solo a tratti, verso la sommità troviamo le sedi televisive della tv di Galizia e la regionale di TVE (espana). Arriviamo alla sommità del monte Gozo, da qui vediamo Santiago: è sempre emozionante vedere la città dopo tanti km di cammino. Ci sentiamo un po' a casa perché c'è una piccola chiesetta dedicata a S. Marco. Mancano 4,5 km.
Qui, anni fa, c'è stato un incontro del Papa con i giovani Cattolici di tutto il mondo. La struttura creata per accogliere i giovani ora accoglie i pellegrini, molti oggi si sono fermati qui, ma noi, anche se è tardi vogliamo arrivare a Santiago. Molto lentamente e con pause entriamo nella periferia della città, qui reincontriamo i 2 ragazzi belgi che ci salutano calorosamente e ci incitano a finire usando lo spagnolo "casi casi". Nelle vie del centro il solito formicolio di turisti ma noi pensiamo solo a raggiungere la meta, arriviamo in piazza Obradoiro stremati ma contenti e commossi come la prima volta. Sono le 19,20 abbiamo camminato quasi 12 ore per 38 km, per noi è un record.


Qualche foto di rito e subito all'Oficina del Peregrino per ritirare la Compostela, data l'ora pensavamo di non trovare nessuno invece... una lunga fila di pellegrini! La signora che consegna la Compostela fa i complimenti a Leo per aver portato uno zaino così grande. Santiago è piena di gente per il concerto di Sprigsteen e noi riusciamo a trovare da dormire in una vecchia pensione che però ha una bellissima vista sulla Cattedrale.


Ci infiliamo in una taperia per una cena veloce a base di tapas al pulpo e ai peoci, qualche piccolo problema di digestione nella notte. Domani a mezzogiorno ci aspetta la nostra messa del pellegrino.
Hasta pronto! Ultreya!

venerdì 24 luglio 2009

Da Grandas de Salime a Fonsagrada

7^ Tappa: Km 25.
Partenza alle 6,40, si prevede una tappa lunga ma un poco più facile. La temperatura è fresca, camminiamo velocemente per riscaldarci, saliamo costantemente ma senza forti strappi un po' sul sentiero e un po' sulla carretera. Ci sono continui desvios per costruzine di strade e ci domandiamo perché qui senza auto che girano costruiscono strade, mentre da noi che le auto sono una sopra all'altra non le fanno. Altra cosa che in questi giorni abbiamo notato è la totale mancanza di motorini.










I sentieri sono molto buoni da percorrere, poche pietre, ogni tanto boschetti e finalmente piccole chiesette di stile rurale o montano e come al solito anche la chiesa della Magdalena con annesso cementerio e fuente de dos canos (due canne di acqua perché ogni canna una sorgente diversa). Si sale sempre, i panorami sono meravigliosi, raggiungiamo le pale eoliche, c'è molto vento e fa sempre più freddo.


Al passo (1100m) troviamo il confine che separa le Asturie dalla Galizia, la cosa singolare è che in Galizia la conchiglia che indica il percorso è messa al contrario.












In queste prime 4 ore di cammino non abbiamo trovato nessuno, ma al primo bar ce li ritroviamo tutti. Si parla della giornata fredda ma buona per camminare e di quanto manca alla meta 9, 12, 15 km? Le guide sono molto discordanti.


Dopo il passo continuiamo per qualche km in un altopiano, c'è molto vento ci copriamo anche con guanti e sciarpa. A tratti pioviggina ma non dà fastidio, nei boschetti vediamo corvi, poiane, ghiandaie, topini (uccelli), e varie specie di passeriformi. Il finale di tappa ci presenta il conto una forte empinada (impennata) causa fastidio al ginocchio di Piera speriamo sia solo affaticamento.


Arriviamo a Fonsagrada (943m) alle 14,10 scegliamo ancora una volta una pensione perché l'albergue è 2 km più avanti. Dopo il riposo Leo va dal peluquero por afeitarse la barba lunga e Piera in farmacia per una ginocchiera. Il vecchio parroco del pueblo, esperto di Cammini (li ha fatti tutti) ci fa un sello particolare con dedica e ci dà suggerimenti sul percorso migliore da seguire. Buona Cena in pulperia.
Asta manana!

venerdì 17 luglio 2009

Oviedo

Oggi visita alla città.
Iniziamo la fresca mattinata (17 gradi) con churro y chocolate, poi andimo verso la Cattedrale e lì troviamo una guida che con 4 € in 2 ore ci fa vedere i posti più importanti. In particolare la Cattedrale con un retablo molto molto bello di scuola asturiano/fiamminga, e la Camara Santa che contiene il sudario del volto di Gesù, molte reliquie e le 2 croci d'oro tempestate di pietre preziose simbolo delle Asturie. La cattedrale è anche meta dei pellegrini del cammino di Santiago per le importanti reliquie e per una statua molto antica (sec. XI) del "Cristo Salvatore".


Nel pomeriggio giri per le vie della città antica e lungo i viali dei giardini, la troviamo tranquilla, vivibile e pulita, le sue strade sono pierne di statue e fontane tutte tenute in perfetto ordine. Oviedo per diversi anni ha vinto la nomina di città più pulita d'Europa.


La sera si fa più vivace, i negozi chiudono, ma si aprono i numerosi locali per mangiare e bere sidra che vengono frequentati fino a tarda notte da gente di tutte le età. Nel pomeriggio siamo anche andati alla Cattedrale per porre il primo "sello" sulla Credenziale, domani si cammina sul serio.
Il tempo oggi è stato variabile, qualche goccia al mattino, pomeriggio sole, temperatura massima 22 gradi. Fresco vero??!!!
Hasta luego!

mercoledì 30 luglio 2008

Da Palas del Rei ad Arzua

29 km
Partenza alle 5,45 in Spagna è ancora buio e usiamo le pile per circa 1 ora. Facciamo 15 km senza mai fermarci tra oscuri boschi (per il buio) e piccole borgate, per arrivare a Melide città del pulpo. Ma vista l'ora presta, 9,15, optiamo per churro y chocolate, colazione prelibata e ricca di energia, alla spagnola. Dopo la visita alla chiesa del paese, per "sellar" la credenziale, ci rimettiamo in cammino per Ribaiso.
I boschi di eucalipto sono sempre più frequenti e attraversandoli si respira l'odore mentolato tipico di questi alberi; un paio di salite brevi ma dure ci portano a Ribaiso, in questo tratto incontriamo alcuni gruppi di scout tra cui uno di Verona e uno di Reggio Calabria. Arrivati a Ribaiso decidiamo di proseguire perché questo albergue è molto affollato. Un'altra breve salita e arriviamo ad Arzua, punto d'incontro tra il Cammino del Nord o della Costa e il nostro Cammino Francese.
Alloggiamo in un albergue-pensione e al ristorante Teodora prendiamo un chuleton con patatine (tipo fiorentina). La sera a messa ritroviamo un gruppo di anziani francesi che fanno il cammino, ma non sappiamo in realtà quanto camminino perché ogni tanto ci sono sui sentieri ma poco dopo non ci sono più.

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