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sabato 17 luglio 2010

St. Julien - Le Puy en Velay

18^ Tappa: 18 km

Partenza dall'albergo alle 6,20 dopo la colazione in camera. L'aria è fresca e il cielo nuvoloso, ieri ha piovuto copiosamente. La tappa è prevalentemente in discesa e camminiamo su strade larghe.
Dopo 2 km attraversiamo un torrente su un ponticello strettissimo, arriviamo ad Eynac piccolo villaggio anche questo sovrastato da un grande masso vulcanico.
Su una strada asfaltata costeggiata da una foresta protetta, una donnola impazzita (pensiamo noi) va da una parte all'altra della strada per diverse volte fino a quando passa un'automobile. Dopo l'altura la strada, sempre asfaltata, scende soavemente tra piccoli villaggi e case contadine ben tenute fino a St. Germain dove alle 9,30 nessuno dei 3 bar è aperto: INCREDIBILE.
Affrontiamo ora l'ultima salita, il Montjoie, dalla cui sommità scorgiamo LE PUY per la prima volta, vediamo in lontananza le 3 alture che dominano la cittadina.
C'è una deviazione nel cammino per lavori sul percorso, questo nuovo sentiero ben presto ci porta sulle sponde della Loira in un paese di nome Brives dove ci fermiamo in un bel bar, con terrazza sul fiume, per divorare una lunga baguette con soucisson. Proseguiamo su una bellissima passeggiata lungo la Loira anche se in questo tratto iniziale il fiume non è tanto bello.
Siamo ormai nella periferia di Le Puy, passiamo accanto ad un campo da Rugby e iniziamo a salire verso il centro storico.
La bella Cattedrale è sulla sommità, per arrivarci bisogna fare circa 300 gradini. E' stata costruita sulla roccia e man mano ingrandita perché doveva contenere i pellegrini sempre piu' numerosi. Le Puy è, infatti, uno dei 4 punti francesi, di ritrovo e partenza, per il cammino verso Santiago. La Cattedrale è molto bella, antica e suggestiva: sembra caduta dal cielo, ha uno stile vagamente arabesco. Un seminarista molto gentile ci mette gli ultimi timbri sulla credenziale, per noi la fine del pellegrinaggio.Non è come arrivare a Santiago, ma nell'aria si respira quella sensazione di essere in un posto speciale.
Trovato alloggio all' hotel Regina e, dopo il solito lungo riposo, primo approccio a questo sito ricco di storia e tipicamente medievale. Domani dopo la messa del pellegrino, ore 7,00!!! Faremo i turisti e potremo finalmente camminare senza zaino.
A DOMAIN.
PIERA Y LEO

venerdì 16 luglio 2010

St Jeures - St. Julien-Chapteuil

17^ Tappa: 20 Km

Usciamo dalla Gite alle 6.30, percorriamo 4 km in falsopiano lungo la strada asfaltata e arriviamo all'abitato di ARAULES, bel paese con case tipiche e bella chiesa. Una gentile signora che apriva la chiesa ci invita a casa sua per porre LE TAMPON sulla credenziale.
Riprendiamo il cammino, ci aspetta l'ultima salita lunga, il punto culminante del cammino a quota 1276m. La salita è meno dura del previsto, a parte un assurdo tratto tra le pietre, l'erba alta e gli insetti. Arrivati al passo grande panorama del Massiccio Centrale dove si notano i colli tipici del carattere vulcanico della zona. I sentieri sono ricchi di pietre vulcaniche: basalti, graniti e ardesie. Sopra il paese di QUEJRIERES c'è un roccione che lo sovrasta: è il risultato di un'antica eruzione che ha solidificato il magma con forme poligonali.
Scendiamo ancora, facciamo pausa ad un vecchio mulino dove incrociamo due giovani pellegrine francesi: una cammina con le ballerine, povera! E' già piena di vesciche.
A questo punto ripresa la marcia arriva la solita sorpresa negativa, una salita non segnalata che non finisce mai su un sentiero pieno di pietre, erbacce e insetti: sembra un percorso di sopravvivenza! Dopo una serie di imprecazioni (e un bel po' di tempo) usciamo dalla selva e intravvediamo in basso St. Julien.
Picchiata sotto il sole di mezzogiorno, oggi meritiamo il miglior albergo del paese: "Le Barriol". Dopo il riposo visita alla bellissima chiesa del paese, la più bella fin qui vista.
Conclusione della serata in ristorante con una buona cena casereccia: insalata mista con foie (fegato) di volatili, pesce con peperonata e una specie di sformato di cereali, infine torta di ciliegie.
A PRETE

PIERA Y LEO

giovedì 8 luglio 2010

Charavines - La Cote St. Andrè

9^ Tappa, 29Km

Partenza alle 5,30.
Facciamo i primi km fuori percorso su strade poco trafficate fino a OYEU dove recuperiamo il cammino. Qui troviamo il bar chiuso e dobbiamo rinviare la colazione. Ultima salita breve ma molto impegnativa, poi entriamo nella piana dell'Isere.
Facciamo la salita con molte pause per non stancarci troppo, ma arriviamo comunque abbastanza provati alla sommità, da qui dominiamo la piana dell'Isere che sembra una piccola Meseta. Il panorama verso LIONE è interrotto da una grossa colonna di fumo bianco, veniamo poi a sapere che si tratta di una Centrale Nucleare.
Scendiamo al paese facendo la solita discesa ripida su sentiero sassoso, riusciamo a trovare un bar aperto ma vendono solo bibite e caffè, facciamo la spesa al supermercato e possiamo fare finalmente colazione. Da ora in poi il tracciato è pianeggiante salvo alcuni saliscendi. Decidiamo quindi di fare più km che possiamo, ma non facciamo i conti con il caldo: quando ripartiamo sono le 10,00 le strade sono poco alberate, il sole già picchia forte. Procedendo con pause sempre più frequenti e superando gli sgradevoli saliscendi arriviamo a LA COTE St. ANDRE' alle 14,00 dopo 29 km, in piazza il termometro segna 38 gradi!!!
Non immaginavamo di aver viaggiato con un caldo simile! Stanchissimi, cerchiamo un albergo, ma i più economici sono al completo, optiamo per l' "HOTEL de FRANCE" che per fortuna ha ancora stanze libere.
Riposiamo tutto il pomeriggio e alla sera nel ristorante molto raffinato dell'albergo ottima cena perché la cucina e' tenuta da un premiato e rinomato chef.
BONNE NUITE PIERA Y LEO

mercoledì 30 giugno 2010

Col du Mont Sion - Frangy

2^ Tappa: 23Km

Decidiamo di svegliarci presto, 4.45, per evitare il caldo, per quanto possibile. Iniziamo a camminare alle 5,30 e infatti l'aria è bella fresca. Subito ci sono delle salite, ma non molto dure, attraversiamo dei bei boschi ombrosi e bei paesaggi aperti, piccoli villaggi e fattorie dai tetti alla francese. Oggi i boschi si fanno più fitti e questo ci darà conforto nelle ultime ore della tappa che sono sempre le più calde. Mangiamo la scorta di pane fatta ieri perché lungo il cammino non incontriamo nessun bar e nessun negozio di alimentari.
Anche oggi però ad un certo punto il caldo si fa sentire e la tappa si allunga misteriosamente... ma come misurano queste tappe?!? In ogni caso, dobbiamo fare i complimenti a chi cura il percorso perché è segnalato benissimo: conchiglie e frecce del sentiero ci sono frequentemente, perciò è difficile sbagliare.
Arriviamo a Frangy molto stanchi e indolenziti ai piedi per gli innumerevoli saliscendi. Frangy è un centro poco più grande di quelli incontrati fin'ora, ma almeno un gelato e una pizza li abbiamo trovati.
Soggiorniamo in un hotel d'altri tempi, "Moderne", molto signorile ma di 100 anni fa, avevamo concordato anche la cena ma il proprietario, moderno come l'albergo, non ha voglia di cucinare! Tutto sommato alla fine spendiamo poco.
Facciamo timbrare la Credenziale alla Chiesa Parrocchiale di S. Jaques e dialoghiamo un po' con il parroco.
Chiacchieriamo anche con un uomo incontrato sulle panchine che, capito che siamo italiani, ci fa tanti apprezzamenti perché gli Italiani sono più conviviali dei Francesi.

AU REVOIR PIERA Y LEO

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