mercoledì 29 luglio 2009

Da Lugo a S. Roman de Retorta

9^ Tappa: Km 20.
Si riparte, dopo 3 giorni di riposo riprendiamo il Cammino!
Usciamo dalla pensione alle 6,35 e come al solito fa freddo, il cielo è nuvoloso e c'è umidità. Lasciamo Lugo scendendo verso il fiume Mino e lo costeggiamo per un lungo tratto.


Sulle sue sponde vediamo un bel club fluviale con palestre, piscine, bar, posti dove prendere il sole e posti dove poter uscire in acqua con canoe o barche. Si sale dapprima repentinamente, poi in maniera più dolce, tanto che ormai non abbiamo più il fiatone. Superiamo il primo colle dopo 10 Km e la strada è quasi sempre asfaltata ma con pochissimo traffico. La caviglia di Piera si fa sentire ma si può continuare anche se lentamente.


Nella seconda parte del percorso alterniamo la strada a lunghi tratti di sentieri che attraversano dei bei boschi tipicamente Gallieghi. Il paesaggio intorno è bucolico: tutto è verde e silenzioso, si sente il vento che muove le fronde degli alberi, si sentono gli uccellini, un gallo che canta, cani abbaiare, i campanacci di qualche pecora o mucca, il campanile di una chiesa che suona e raramente rumori di attività umane. I pellegrini sono rari, i pochi che si incontrano sono tutte facce nuove. In cielo si alternano momenti di sereno a momenti di nubi passeggere, ma fa sempre freddo.










Arriviamo alla meta, a S. Roman de Retorta, alle 12, la caviglia un po' in disordine ha bisogno di riposo. Qui al bar di S. Romano scopriamo che per gli abitanti di questi posti, il tempo non esiste. Per avere un panino attesa di un'ora, per essere trasportati nell'alloggio che abbiamo scelto attesa di oltre due ore. Dopo il riposo pomeridiano scendiamo a cena, altra attesa interminabile tanto che ce ne andiamo, ma nei dintorni non ci sono altri locali. Quando decidiamo di comprarci un poco di generi alimentari e di mangiare in camera incontriamo la cameriera che ci dice che ha preparato tutto, noi concordiamo che se la cosa è "muy rapida" va bene altrimenti ce ne andiamo. La cena è stata buona e giusta nei tempi.
Conosciamo dei nuovi pellegrini: una signora francese che ha già fatto 4/5 cammini e una coppia spagnola che ne ha già fatti 7/8 e quest'anno viaggiano con il figlio di 8 anni, orgoglioso di fare il cammino. Sono tutti insegnanti come noi e tanti problemi li scopriamo comuni.
Il posto dove alloggiamo oggi non è molto bello, è un posto di ripiego perchè l'albergue successivo era tutto pieno, più che altro è sopra una gasolinera, la guida ne parlava nascondendo di quale posto realmente si trattava. E' un grande edificio nuovo o rinnovato dove ci sono stanze, un negozio, un bar, un ristorante, un lavaggio di auto e camion, un parcheggio e un distributore di benzina il tutto gestito da una famiglia anche se un poco allargata. Immaginate i tempi di attesa per fare qualsiasi cosa.
Domani mattina probabilmente scegliremo un percorso alternativo al primitivo originale e ci immetteremo nel Cammino francese un poco prima, a Palas del Rey in questo modo faremo delle tappe un poco più corte per agevolare la caviglia di Piera. Forse domani pioverà.
Cari Saluti a tutti.

NB: casa?!?!

2 commenti:

  1. Considerato che hai fatto tre giorni e più di riposo potevi approfittare per fare un pò di allenamento per la prossima maratona...il Lago di Garda ci aspetta! Tanti auguri a Piera di una veloce ripresa.
    Neo-nonno Carlo
    P.S. Metti un pò di fresco nello zaino perchè qui fa un caldo da morire.

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  2. Ciao kugini!!!
    Sempre molto interessanti le descrizioni delle varie tappe,le vostre parole trasudano di passione e fatica.

    Ma come mai Leo non si sofferma più in descrizioni accurate della cucina tipica????

    Un grosso in bocca al lupo per il proseguimento del cammino e un augurio di pronta guarigione alla tua caviglia Pierangela.
    Simone

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